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Otto anni di scuola vi sembrano pochi o inutili nel mondo in cui vivete? Fatevi mandare alla scuola superiore per altri cinque anni di istruzione! Non volete ancora lavorare o non vi bastano (o non bastano per gli altri) tredici anni di studio? Andate all’università per altri tre anni! Volete ancora di più, altri tre anni non sono bastati per il vostro sogno, vi rode che c’è gente che con un po’ di sacrifici in più ha un titolo superiore al vostro? Fatevi altri due anni di università (avrete una laurea completa)! Ora cosa c’è, non trovi il lavoro desiderato in tutti questi anni? Chiedi i soldi a papà (sempre che non ti mandi al quel paese) e fatti un altro annetto ad un master da tremila euro (se ti va bene!).

Oggi, i giovani che studiano ad oltranza sono tantissimi rispetto a qualche anno fa, un numero tale da contribuire al fittizio decrescere della disoccupazione (essa diminuisce solo perché non considera quella buona fetta di coloro che sono studenti a vita). Si esce dall’università e non si trova lavoro (o comunque non quello per cui ci si è preparati) e, indovinate di che è la colpa? Dire “dello Stato” sarebbe troppo generico. Si consideri che il numero dei corsi di laurea è quintuplicato negli ultimi anni (e questa è solo una stima), e ciò come risposta all’aumento degli studenti? Se questi, una volta diplomati o laureati, sono al passeggio, allora la risposta è un’altra. Basta ragionare su cosa sicuramente il fenomeno ha prodotto. Più lavoro, ma nelle scuole, per gli insegnanti e per il personale scolastico occupato. Ecco di chi è la colpa! E’ degli insegnanti, dei segretari e dei bidelli che ci devono lavorare (quest’ultimo, è un eufemismo, ovviamente).

Ci ritroviamo con una scuola vecchia (nonostante quelle riforme che non riformano un bel niente), dai contenuti relativamente interessanti ai giorni nostri. E’ una scuola inutile, una farsa e che non prepara i giovani al mondo del lavoro. Abbiamo una università completamente percepita a sfavore degli studenti e che non è propedeutica alla realtà lavorativa (altrimenti non si spiegherebbe il successo di decine di master i quali, realmente, dimostrano di inserire, nel mondo del lavoro, gli studenti che se lo possono permettere).

E’ necessario che lo Stato riformi veramente la scuola, che riveda i programmi di studio e i suoi tempi (essi, attualmente, sono troppo lunghi) e che organizzi attività propedeutiche alle fasi successive della crescita degli alunni. E’ necessario un percorso accademico voluto e sostenuto economicamente soltanto da chi ne ha l'interesse, ossia, le realtà aziendali e gli studenti (lo Stato deve solo occuparsi di mettere i giovani in condizioni economiche idonee, privilegiando i meno fortunati). Solo se concepita così l’istruzione sarà utile, altrimenti continueremo ad vedere licei stracolmi di alunni, che non hanno classi sufficienti per contenerli, che attraggono i giovani solo per via dei balocchi che servono per fare belli i professori schizzati e i loro presidi (chi frequenta Ruvo, ha capito).

La scuola serve solo a chi ci insegna. A chi la frequenta per studiarci, oggi, non gli resta che apprendere prima e disapprendere poi; solo allora, ognuno, potrà formare la propria cultura e la propria persona.


Postato il 04/07/2008 da Pasquale Marinelli nella categoria Cultura





Finalmente! Ce l’ho fatta! Dopo tanto lavoro, prove e ricerche sono riuscito a realizzare un blog a mia immagine e somiglianza. Il software in php si chiama MarneviBlog  1.0 ed è interamente programmato, disegnato e graficamente curato dal sottoscritto.

Da oggi, con questo mio blog, inizio anch’io la mia avventura da protagonista sul web 2.0, offrendo uno spazio di confronto libero, in cui tutti devono avere la possibilità di scrivere la propria opinione sui temi che io propongo di volta in volta. E’ una possibilità, questa, che negli ultimi tempi ho voluto fortemente realizzare a favore di un libero scambio di opinioni, idee e di racconti su tutto ciò che concerne la vita della mia comunità locale: Ruvo e dintorni.

Spero che questo spazio virtuale diventi, per tutti noi, un luogo grazie al quale raccontare e raccontarci.

Ritengo che sia doveroso ringraziare il contributo di CutePHP.com che ha realizzato la piattaforma sulla quale l’applicazione gira stupendamente (CuteNews sounds good!)  e, inoltre, desidero cogliere questa occasione per ringraziare anche il mio hosting 000webhost.com; il servizio offerto da questi ragazzi è qualcosa di impareggiabile (you’re the best!).

Tutto è pronto, si parte!

Arrivederci sul blog.

Pasquale Marinelli


Postato il 03/07/2008 da Pasquale Marinelli nella categoria Cultura





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pasquale [27/07/2016] scrive: Le banche le abbiamo inventate perché fungessero da deposito di beni merci (metalli preziosi, principalmente), proprio perché circolassero le rappresentative note di banco (il denaro contante, appunto).
Studia meglio Claudio, perché articoli come questo sono la prova schiacciante che non tutti vogliono rimanere nell'ignoranza dilagante. Ignoranza dilagante di cui il tuo commento ne è purtroppo una prova schiacciante. Vai al post

claudio [24/07/2016] scrive: Abbiamo inventato le banche per non circolare con il denaro. Eravamo i primi siamo oggi indietro come le palle dei cani e l'articolo ne è prova schiacciante. Ps. Sarà mica casuale che abbiamo il record dei pagamenti in contanti e il record dell'evasione fiscale. Vai al post

claudio [29/06/2016] scrive: C'è qualcuno che potrebbe dirmi quanto costa stampare e coniare moneta nella UE e in Italia? Vai al post

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