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stampa Gli uomini seduti sulle sedie

Trovare lavoro è difficile; si sa. Trovare un lavoro stabile diventa sempre più impossibile; si vede. Trovare il lavoro che ci piace è un miracolo; è sempre stato così. Ma a partire da quando la vita dell’uomo è minacciata dal pericolo di non trovare un lavoro?

La disoccupazione in Italia sta aumentando, toccando i picchi più alti degli ultimi anni, proprio in questi mesi. A tale proposito, un bagno nella valle di lacrime, si può fare già da decenni giù nel Mezzogiorno, ma il fenomeno della mancanza di lavoro, si sta abbattendo un po’ su tutta la “nazione”. Il pianto è visibile in chi è intento alla ricerca di un’occupazione ed è celato in chi si protegge dal mondo rifugiandosi nelle scuole e nelle università (toccherà anche a loro!), ma lo spettro dello scioperato aleggia da più di un secolo sulle vite degli uomini.

Dalla rivoluzione industriale in poi (praticamente, dalla seconda metà dell’800) gli uomini lasciavano le attività tradizionali per andare a lavorare nelle fabbriche, abbandonando le periferie e concentrandosi nelle città. Questo ha prodotto un aumento della concorrenza sul piano dell’occupazione, vincolando lo svolgimento dell’attività lavorativa dell’uomo alle necessità di entità “produttive” (delle aziende) e non a quelle delle persone (della collettività). Questo ha prodotto un meccanismo che si è andato sempre più sviluppando, tanto da realizzare un enorme paradosso, il quale per noi, ormai, è del tutto normale: l’uomo lavora solo se sono le aziende ad averne la necessità e non se ne ha la comunità, comportando un dilemma che spesso mi assale; ma è possibile che oggi, l’uomo rischi ogni giorno di trovarsi senza lavoro? Se una persona resta senza lavoro, significa che non c’è nulla da fare. E’ possibile non ci sia nulla da fare in questo mondo? E’ possibile che il fare qualcosa (e quindi lavorare) dipenda  solo dalla necessità di un’azienda?

L’iniziativa privata è disincentivata dalle istituzioni pubbliche (aprire un’attività, a Ruvo, è improponibile: norme articolatissime, tasse e controlli spengono ogni entusiasmo) e, la congiuntura economica del momento è totalmente scoraggiante (gli acquisti sono bassi e gli affitti sono altissimi). Il futuro sarà ancora più nero, prepariamoci a tempi sempre più duri, aggrappiamoci ai valori che ci hanno trasmesso i nostri nonni come la famiglia, il rispetto, la cortesia, la tradizione e il coraggio. Ne avremo tanto bisogno!

E’ inconcepibile privare l’uomo del lavoro, che è la salvezza del suo animo, che ne occupa l’esistenza, lo responsabilizza e gli restituisce dignità. Senza un lavoro e senza un’occupazione l’uomo diventa peggio di una bestia: un mostro.







2 Commenti
Postato il 25/10/2008 da Pasquale Marinelli nella categoria Politica


marnevi [27/10/2008 11:51 pm] scrive:
io credo che nella nostra civiltà, troppo spesso, gli uomini si offendino a vicenda, violando la loro natura!
tupu [25/10/2008 11:58 pm] scrive:
parli di concorrenza... so che dirò una cosa maschilista, ma forse anche le "QUOTE ROSA" hanno incentivato il tutto!!! forse dovremmo fare un passo inidetro donne... noi abbiamo la soddisfazione di crescere i figli, la bellezza di poter accogliere e rincuorere i mariti, per salvare il nostro animo... tutto si sta CAPOVOLGENDO sono i mariti a fare le mamme e le donne a portare lo stipendio... forse dovremmo fermarci un pò!
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pasquale [27/07/2016] scrive: Le banche le abbiamo inventate perché fungessero da deposito di beni merci (metalli preziosi, principalmente), proprio perché circolassero le rappresentative note di banco (il denaro contante, appunto).
Studia meglio Claudio, perché articoli come questo sono la prova schiacciante che non tutti vogliono rimanere nell'ignoranza dilagante. Ignoranza dilagante di cui il tuo commento ne è purtroppo una prova schiacciante. Vai al post

claudio [24/07/2016] scrive: Abbiamo inventato le banche per non circolare con il denaro. Eravamo i primi siamo oggi indietro come le palle dei cani e l'articolo ne è prova schiacciante. Ps. Sarà mica casuale che abbiamo il record dei pagamenti in contanti e il record dell'evasione fiscale. Vai al post

claudio [29/06/2016] scrive: C'è qualcuno che potrebbe dirmi quanto costa stampare e coniare moneta nella UE e in Italia? Vai al post

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