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stampa Il falso specchio

Falso specchio (1928) - René Magritte. Museum of Modern Art, New York (USA)

Ci sono persone che parlano, scrivono (o fanno scrivere) a vanvera, con l’intenzione di esprimere il loro presunto sdegno, contornando il tutto con un’ostentata e pressoché fallimentare ironia, sulle questioni che riguardano la comunità ruvese.

Ci sono ruvesi i quali, uniti in fantomatiche associazioni pro Sud, sostengono che Ruvo abbia perso la sua vitalità a causa del provvedimento che regolarizza i parcheggi delle automobili nel nostro centro storico. Infatti, da qualche settimana a questa parte, in una delle piazze del centro storico, è possibile notare nuovi cartelli che segnalano la possibilità di parcheggio e opportune strisce bianche tracciate sulla pavimentazione che lo disciplinano.

Prescindendo dal fatto che le intenzioni di tali affermazioni sembrerebbero puramente pretestuose, col probabile fine di fare un’infantile ostruzione al governo di turno (un turno che, ovviamente, dura da quasi un ventennio visto che il palazzo di città è abitato sempre dagli stessi signori!), ritengo che asserire quanto suddetto sia un esempio per capire i motivi per cui Ruvo non progredisce. Il centro storico è stato costantemente frequentato da automobili  ed esse vi sono sempre state parcheggiate (anche durante il minuto prima in cui apponevano la relativa segnaletica). Quindi, se la questione stesse veramente a cuore di chi si oppone alla presenza delle auto nel centro antico, perché la voce non si è alzata prima, ma solo ora, quasi alle porte delle nuove elezioni comunali? In dichiarazioni di questo tipo non c’è nulla di costruttivo. Il centro storico di Ruvo, a differenza di molti altri centri storici d’Italia (i quali, sulla base di una precisa scelta dei governanti, sono diventati luoghi d’affari in cui si ospitano prevalentemente uffici nei quali si lavora), è completamente abitato da famiglie che ci vivono, che crescono i propri figli e che provano a dare loro un futuro in questa cittadina. Se la bellezza del centro storico è garantita, lo si deve esclusivamente al loro desiderio di viverlo, i quali hanno provveduto con i personalissimi sacrifici e con i soli e propri denari alla ristrutturazione delle abitazioni, le quali fanno da stupenda cornice al fascino del centro abitato più invidiato dai paesi limitrofi. E dopo tutto ciò, si vorrebbe togliere loro la comodità di un parcheggio vicino la propria casa?

Ruvo è morta dal momento in cui non si è più provveduto a stimolare e a concentrare il commercio nelle nostre piazze (soprattutto quello storico del pesce e dell’orto-frutta). Ruvo è regredita nell’esatto istante in cui non si è avuto il buon senso di custodire e preservare i centri di aggregazione culturale esistenti, costringendoci a ricominciare da capo e con mille difficoltà. Ruvo è ferma perché coloro che hanno la garanzia dei voti sufficienti per salire nei palazzi in cui si governa, su questi temi, operano solo con parole fatte d’aria, col fine di colpevolizzare e giustificare il compagno che gli deve il cambio della poltrona. Dobbiamo occuparci di un efficiente piano di commercio per la città di Ruvo, perché generi una ripresa. Dobbiamo sostenere la cultura, perché arricchisca la conoscenza. Dobbiamo dare una seria disciplina ai figli ruvesi, perché si possa progredire. Un cittadina come la nostra non muore di certo perché si parcheggiano le auto in pieno centro abitato.

Le intenzioni sono vere allucinazioni che fanno piacere solo a chi le partorisce, lasciando gli altri indifferenti. L’ironia è finta ignoranza dello stato delle cose, che compiace chi ne è l’autore e che intrattiene con allegria i commensali. Il falso riferire dei fatti è l’inizio di un fallimento per tutti coloro che ne sono interessati.







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Postato il 17/08/2009 da Pasquale Marinelli nella categoria Politica


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pasquale [27/07/2016] scrive: Le banche le abbiamo inventate perché fungessero da deposito di beni merci (metalli preziosi, principalmente), proprio perché circolassero le rappresentative note di banco (il denaro contante, appunto).
Studia meglio Claudio, perché articoli come questo sono la prova schiacciante che non tutti vogliono rimanere nell'ignoranza dilagante. Ignoranza dilagante di cui il tuo commento ne è purtroppo una prova schiacciante. Vai al post

claudio [24/07/2016] scrive: Abbiamo inventato le banche per non circolare con il denaro. Eravamo i primi siamo oggi indietro come le palle dei cani e l'articolo ne è prova schiacciante. Ps. Sarà mica casuale che abbiamo il record dei pagamenti in contanti e il record dell'evasione fiscale. Vai al post

claudio [29/06/2016] scrive: C'è qualcuno che potrebbe dirmi quanto costa stampare e coniare moneta nella UE e in Italia? Vai al post

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