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stampa Crisi: il Quantitative Easing non serve

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C’è un fiume di sconcezze che attraversa l’intera scena economica del nostro paese. Sconce sono le parole usate per spiegare la crisi economica (o finanziaria; non sanno nemmeno loro che differenza passi!) e sconci sono i pensieri e le soluzioni per affrontarla (o meglio, per aggirarla; non sanno che comunque, alla fine, essa ci travolgerà tutti!).

Con questo post di mezzo agosto ho ritenuto doveroso interrompere brevemente la pausa estiva del blog, a causa degli ultimissimi accadimenti che stanno riscaldando l'estate della nostra attualità economica. Mi riferisco ovviamente all’allargamento dello spread fra i BTP nazionali e i BUND tedeschi e al conseguente aumento del rendimento dei nostri titoli di stato. Specialmente quello dei BTP, il quale ha toccato anche punte del 6%. Ciò significa che, sul mercato, i titoli di stato italiani sono valutati come più rischiosi e quindi più onerosi per chi volesse finanziarci. Quindi, a costo di peccare di imprecisione, sintetizzerei dicendo che, sui mercati finanziari, nessuno si compra i titoli dello stato italiano (ossia le cambiali che il governo firma per ricevere in cambio i soldi necessari per finanziarie la propria politica o quella pseudo tale) perché non ci si fida più della promessa del governo di restituzione dei denari ricevuti in prestito. L’Italia è ritenuta inaffidabile. Perché lo stato italiano non fa crescere le aziende operanti sul suo territorio (anzi!) e non soddisfa il desiderio di prosperità di chi vi risiede. Soprattutto, intervengo sul blog dopo aver appreso la notizia di intervento della BCE nell’acquisto dei titoli italiani, probabilmente con l’attuazione di una politica monetaria di quantitative easing.

Il mercato di compravendita dei titoli mobiliari sta diramando, con estrema naturalezza, un messaggio chiaro e da cui si dovrebbe comprendere la necessità di un cambio di rotta: italiani, il benessere che state cercando e che state vivendo non ve lo potete permettere! Evidentemente tale messaggio non è ben chiaro e non ci si chiede il perché di tale insostenibilità del nostro attuale benessere, di come altrimenti guadagnarcelo e a quali costi sostenerlo. Invece, ci si nasconde dietro varie menzogne e si alimentano politiche sconsiderate che rimandano i problemi e mettono la cenere sotto il tappeto.

Si osservi l’adozione di questa manovra monetaria di quantitative easing, suggerita alla Banca Centrale Europea, per tentare di evitare il default dell’Italia (e quindi dell’intero sistema euro). Quest'azione consiste nell’acquistare i titoli che altrimenti nessuno acquisterebbe (perché rischiosi) da coloro che li posseggono, ossia le banche private. Essendo queste ultime correntiste della Banca Centrale, essa accredita sul conto corrente delle singole banche venditrici la somma di moneta (creata artificialmente) che esprime il valore di compravendita dei titoli contrattati. Contemporaneamente essa obbliga le banche private (o rende conveniente) ad aumentare le riserve bancarie dello stesso valore dei titoli che sono stati oggetto di scambio. Di fatto, la Banca Centrale non stampa alcuna moneta utile per l’acquisto di quei titoli (altrimenti innescherebbe il detonatore dell’iperinflazione, che farebbe esplodere i prezzi dei beni di consumo, lanciandoli alle stelle), ma obbliga le singole banche a detenere tale somma fittizia sul proprio conto corrente presso la Banca Centrale. Accade che:

-       il mercato viene sterilizzato da titoli altamente rischiosi, allentando le tensioni che portano all’incremento dei loro tassi di interesse e alla loro invendibilità;

-       i bilanci delle banche vengono sterilizzati anch’essi da titoli pressoché puzzolenti;

-       l’impatto sull’inflazione è praticamente uguale a zero.

Il più zelante si chiederebbe: e che problema c’è, allora? Effettivamente sembra che non ce ne siano di problemi. Invece questi sorgono quando una tale manovra viene adottata in un contesto di mercato le cui tensioni, legate all’inaffidabilità dei titoli, sono estremamente fondate, così come io ritengo che esse siano, circa quelli dello stato italiano. Chi crede all'importanza dell’esistenza di una banca centrale nell’economia (e questo non è il caso del sottoscritto), riterrà opportuna, una simile azione, solo in casi di temporanea e ingiustificata tensione su certi titoli. In effetti, così operando, la Banca Centrale regolerebbe il clima di mercato, dissuadendolo dalle effervescenze e dal panico scatenati da notizie fuorvianti. Ma quando le notizie sono palesemente plausibili, e la diffidenza è permanente, bisogna convenire che con il quantitative easing si provoca una vera e propria distorsione del mercato, che abbassando i tassi di quei titoli effettivamente rischiosi si nasconde al risparmiatore la verità circa uno stato emittente che si trova sull’orlo del fallimento. Accadrebbe che:

-       l’aspettativa di ribasso dei tassi verrebbe disattesa col passare del tempo;

-       le banche private inizierebbero a pretendere di utilizzare quei fondi virtualmente accreditati sul conto presso la BCE;

-       aumenterebbe l’inflazione a causa dell’inevitabile creazione e immissione di moneta nel sistema economico;

-       lo stato interessato, non essendo stato stimolato alla crescita economica, ma all’espansione della propria spesa, non riuscirebbe a pagare i suoi titoli una volta giunti a scadenza;

-       una manovra del genere provocherebbe l’inizio della svalutazione dello sciagurato euro.

Lo stato italiano non ha bisogno di regali che forniscano ad esso alibi che incrementano il suo potere sui cittadini. Ha bisogno di una seria lezione dalla quale imparare come riallineare spontaneamente i suoi squilibri economici e sociali.







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Postato il 12/08/2011 da Pasquale Marinelli nella categoria Economia


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pasquale [27/07/2016] scrive: Le banche le abbiamo inventate perché fungessero da deposito di beni merci (metalli preziosi, principalmente), proprio perché circolassero le rappresentative note di banco (il denaro contante, appunto).
Studia meglio Claudio, perché articoli come questo sono la prova schiacciante che non tutti vogliono rimanere nell'ignoranza dilagante. Ignoranza dilagante di cui il tuo commento ne è purtroppo una prova schiacciante. Vai al post

claudio [24/07/2016] scrive: Abbiamo inventato le banche per non circolare con il denaro. Eravamo i primi siamo oggi indietro come le palle dei cani e l'articolo ne è prova schiacciante. Ps. Sarà mica casuale che abbiamo il record dei pagamenti in contanti e il record dell'evasione fiscale. Vai al post

claudio [29/06/2016] scrive: C'è qualcuno che potrebbe dirmi quanto costa stampare e coniare moneta nella UE e in Italia? Vai al post

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