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stampa Sindaci, abbattete l’IMU

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Appello ai sindaci d’Italia: azzerate l’Imposta Municipale Unica (IMU)! Adesso, solo voi potete rendere possibile ciò. Con una semplice delibera. La cosa è fattibile ed è sufficiente solo la volontà di farlo.

E’ stata mia intenzione proporre una bozza di mozione consiliare a qualche rappresentante nel consiglio comunale del paese in cui risiedo, il comune di Ruvo di Puglia (BA), con la quale suggerisco le ragioni e il modo per far sì che l’IMU sulla prima casa risulti, per il cittadino, di un importo dovuto a saldo pari a zero euro. Spero che sia presa seriamente in considerazione!

L’IMU è una vera e  propria tassa patrimoniale. Essa colpisce il patrimonio del cittadino senza alcun senso logico e senza nemmeno alcun senso costituzionale, visto che il suo concepimento e la sua applicazione non rispettano, così come non rispettavano anche quelli della vecchia ICI, gli artt. 29, 42, 47 e 53 della carta costituzionale italiana.

Inoltre, con essa lo stato continua a prosciugare i redditi delle famiglie, nonostante la crisi economica che stiamo attraversando, per la quale si è già chiesto molto agli italiani in termini di sacrifici economici, infranto molti dei sogni di realizzazione di essi (soprattutto della popolazione più giovane, sempre più dedita alla fuga da questa nazione) e illuso magistralmente la maggior parte dei connazionali attraverso i provvedimenti del governo di liberalizzazione dei mercati, risultati poi essere semplici canovacci per raccontare barzellette all’italiana.

Con il famoso e anche il più triste decreto dei decreti, il così detto “decreto salva-Italia”, l’applicazione dell’IMU prevista nel D.Lgs. n. 23/2011 per l’anno 2014, è stata anticipata all’anno 2012, sostituendo definitivamente l’ICI. Essa si applica sulla prima casa e sue pertinenze, con un’aliquota base del 4 per mille della rendita catastale, con la possibilità, per ogni singolo comune, di aumentarla o di diminuirla del 2 per mille. L’IMU si applica anche sugli altri immobili, diversi da quelli destinati ad abitazione principale, però con un’aliquota ordinaria del 7,6 per mille della rendita catastale, con la possibilità per ogni comune di aumentarla o di diminuirla del 3 per mille. Eccezionalmente, per il 2012, l’IMU sulla prima casa si può pagare in tre soluzioni. In alternativa, il tutto è pagabile in due rate.

Ma che fine farà la parte di reddito così espropriata al cittadino? Il gettito fiscale proveniente dall’applicazione dell’IMU sulla prima casa rimarrà tutto nelle casse comunali mentre, quello che proverrà dall’applicazione dell’IMU sugli altri immobili (la fetta più grande), verrà spartito fra il comune e lo stato al 50%. Un meccanismo questo, tramite il quale lo stato centrale con una mano sembra concedere risorse al singolo comune, mentre con una pala glie le toglie. Infatti, il decreto stabilisce che l’eventuale minor aliquota applicabile sugli altri immobili, deliberata dal comune, non può essere fatta gravare sul gettito da IMU spettante allo stato. Ciò significa che solo la “stecca” spettante al comune si può ridurre, mentre quella destinata allo stato resta fissa (il 7,6 per mille previsto sugli altri immobili). In altre parole, se il comune volesse bene ai cittadini e decidesse di far pagare loro meno IMU (o non farla pagare affatto), il minor gettito fiscale sarebbe interamente a carico del comune. E sarà quest’ultimo a pagare allo stato la parte di IMU non prelevata ai cittadini.

Non solo. L’eventuale maggior gettito da IMU, rispetto a quello da ICI registrato nell’anno 2011, comporterà una riduzione corrispondente dell’importo da riconoscere in sede di ripartizione fra i comuni del fondo sperimentale di riequilibrio (FSR), annullando così l’effetto espansivo di cassa che l’IMU genererebbe.

Tutto questo mi permette di asserire che l’IMU, non solo è un’imposta incostituzionale così come dicevo in apertura, ma che è anche un mero strumento di prelievo centralizzato e indiscriminato di ricchezze, che tra l’altro disincentiva un processo orientato all’autonomia locale. In sintesi, questa imposta scellerata:

-       riduce le amministrazioni locali a semplici esattori di un vero e proprio pizzo imposto dallo stato centrale;

-       priva gli amministratori locali di reali opportunità di autonomia;

-       deresponsabilizza gli amministratori pubblici nei confronti dei cittadini che li hanno votati;

-       accontenta i comuni, per il servigio prestato al governo centrale, con le briciole;

-       contribuisce significativamente all’aumento della pressione fiscale e all’accentuarsi della recessione economica in corso.

E pensare che basterebbe una semplice delibera comunale, con la quale dapprima si fissa l’aliquota IMU sulla prima casa al livello più basso consentito dalla legge e, successivamente, si riconoscono ai cittadini ulteriori detrazioni fiscali a credito, liberamente consentito ai comuni fino alla soglia massima di 600 euro, sufficienti per neutralizzare l’IMU dovuta da ciascun cittadino.







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Postato il 18/06/2012 da Pasquale Marinelli nella categoria Politica


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pasquale [27/07/2016] scrive: Le banche le abbiamo inventate perché fungessero da deposito di beni merci (metalli preziosi, principalmente), proprio perché circolassero le rappresentative note di banco (il denaro contante, appunto).
Studia meglio Claudio, perché articoli come questo sono la prova schiacciante che non tutti vogliono rimanere nell'ignoranza dilagante. Ignoranza dilagante di cui il tuo commento ne è purtroppo una prova schiacciante. Vai al post

claudio [24/07/2016] scrive: Abbiamo inventato le banche per non circolare con il denaro. Eravamo i primi siamo oggi indietro come le palle dei cani e l'articolo ne è prova schiacciante. Ps. Sarà mica casuale che abbiamo il record dei pagamenti in contanti e il record dell'evasione fiscale. Vai al post

claudio [29/06/2016] scrive: C'è qualcuno che potrebbe dirmi quanto costa stampare e coniare moneta nella UE e in Italia? Vai al post

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