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stampa BCE: acquisto di bond “illimitati”

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Scrivo questo post, prendendo spunto dalla notizia secondo la quale la BCE si appresterebbe ad acquistare massicce quantità di bond di stato europei con scadenza 1-3 anni e dagli elogi, su tale decisione, esternati dal collega Alberto su EconoMia & Finanza.

Si ha ragione quando si riferisce circa il fatto che l’operazione messa in atto dal governatore della BCE consista nell’acquisto di bond europei sul mercato secondario ma in maniera condizionata. Inoltre, bisogna precisare che, la manovra annunciata della BCE non è immediatamente operativa. A quest'ultimo proposito, si può presumere che l’intervento della BCE potrebbe essere un maggiore sostegno previsto in un iter di soccorso, che in linea di massima potremmo riassumere così:

-       la richiesta dei soccorsi verrebbe dapprima fatta presente dallo stato bisognoso al futuro organismo intergovernativo ESM (per chi non sappia ancora cosa sarebbe questo abominevole organo, ecco qui un articolo in cui ho già divulgai un interessante studio fatto in merito), il quale si impegnerebbe ad acquistare i relativi titoli di stato sul mercato primario (alla prima emissione, insomma);

-       dal canto suo, l’ESM detterebbe riforme e interventi obbligatori al paese richiedente il soccorso. Pena il ritiro degli aiuti;

-       in tutto questo, la BCE (assieme all’eventuale coinvolgimento dell’FMI) avrebbe il compito di monitorare l’effettiva messa in pratica di tali richieste;

-       oltre all’intervento dell’ESM, la BCE promette ampio appoggio al soccorso, acquistando i titoli dello stato in difficoltà, sul mercato secondario al fine di combattere la speculazione.

Invece, si ha meno ragione quando si crede alla storia che la misura da adottare sia di natura illimitata. In realtà, l’intervento avrà sicuramente una soglia prestabilita, come anche quella del rendimento dei bond, superata la quale sarebbe possibile iniziare a contare sull’intervento della BCE. E’ solo che esse vengono mantenute segrete, al fine di non fornire informazioni utili agli speculatori dei mercati, i quali inizierebbero a scommettere fino a che punto l’istituto centrale è disposto ad aiutare i governi. Inoltre, per tutto questo, la BCE rinuncia alla sua posizione di creditore privilegiato in caso di default dello stato che ha emesso i titoli acquistati. Infine, si ha ragione anche quando si ritiene che una simile operazione preveda un’altra misura, parallela alla prima su descritta, di sterilizzazione, con lo scopo di annullare gli effetti inflattivi generati dalla necessaria stampa, da parte della BCE, di nuove banconote, utili per sostenere la politica monetaria così decisa.

Alberto, nel suo recente post scrive: “… questa manovra è costruita sotto sia il pilastro portante su cui ogni Banca centrale "di rispetto" deve poggiare e cioè sul contenimento dell'inflazione, sia sotto quel pilastro statutario su cui solo la BCE poggia secondo cui la politica monetaria non deve mai essere accomodante”. in effetti, gli intenti dichiarati nello statuto della BCE rispecchiano quanto scritto da Alberto. Ma si sa, di buone intenzione è lastrica la via per l’inferno.

I fatti invece, come stanno? Io vi mostro un grafico che descrive l’inflazione della zona Euro dal 1999 al 2011, poi giudicate voi se tale banca centrale sia stata degna “di rispetto” (come scrive Alberto) oppure no. Certo che fra il 2001 e il 2007, il contenimento dell’inflazione c’è stato. Fa niente poi che questo contenimento sia riscontrabile dopo un impressionante innalzamento dell’inflazione, pari al 100%, registrato dal 1999 al 2001 (poca roba, in due soli anni!). Poi dal 2007, un disastro completo; la BCE, in stato di crisi, dimostra di non essere in grado di contenere un’inflazione bruscamente altalenante. Questo semplicemente perché è stata lei ad averla creata, con i precedenti aumenti della base monetaria, che hanno portato l’inflazione dell’euro zona ad un incremento del 125% in dieci anni. Osservate l’andamento tendenziale in scala logaritmica che ho evidenziato in rosso: dall’anno in cui la BCE è entrata in funzione, l’inflazione è sempre in aumento. Forse perché col termine “contenere” si intendeva, in realtà, “far aumentare l’inflazione, ma poco a poco”!

Ironie a parte, quando Alberto, riferendosi alla mia possibile opinione in merito, scrive la frase “Pasquale lo sa meglio di me e forse non ne sarà del tutto insoddisfatto”, egli rimanda ad uno stato emotivo, mio personale, del tutto relativo, perché il punto non è tanto legato alla questione sul mio essere soddisfatto o meno! Per me le banche centrali non sono degne di rispetto a prescindere e andrebbero tutte abolite, a favore di una moneta di proprietà degli individui (non delle banche o dello stato), in concorrenza con le altre esistenti e con riserva di valore certa e limitata.

Tornando al tema del post, la BCE, così come ha già fatto nell’estate del 2011 con l’operazione SMP (fallendo miseramente, ricordiamocelo!), stamperà nuovo denaro dal nulla per dare ulteriore tempo ai governi europei affinché essi cerchino di sistemare i disastri che non sono stati in grado di fare in momenti più congeniali, ovvero nei primissimi anni in cui l’Euro entrò in circolazione. Con questo nuovo SMP, più strutturato, denominato Outright Market Transactions (OMT), la BCE si appresterà ad acquistare bond di stati europei in difficoltà, per mascherare la reale percezione di rischio che il mercato esprimerà nei loro confronti, così da contrastare i pericolosi rialzi dei rendimenti, di fatto falsandoli (e ciò non è positivo!).

Anche se la BCE, in qualche modo compenserà l’aumento della base monetaria generata prima, ritirandola poi, imponendo o incentivando l’aumento delle riserve detenute dalle banche presso di essa, da tutto ciò ne beneficerà qualcuno a discapito degli altri. Perché? Perché è logico ritenere che quando uno stato europeo a caso (l’Italia) si troverà a dover pagare rendimenti troppo alti sul suo debito pubblico e, quindi, a chiedere aiuto alla BCE:

-       la banca centrale, col suo appoggio, incentiva lo stato ad indebitarsi ulteriormente. Il denaro raccolto a prestito dallo stato andrà a finanziare la politica del relativo governo che, come già si sa, privilegia una certa classe amica (spesso minoritaria) a svantaggio delle altre, distorcendo così i rispettivi mercati nazionali;

-       di conseguenza, la spesa pubblica non diminuirà, perché se si è fatto nuovo debito, lo si è fatto per aver stabilito una maggiore spesa pubblica (è ovvio!). E anche se a governare non ci fossero i politici ma dei “tecnici”, abbiamo già visto che al massimo si ottiene una rivisitazione della spesa e non un taglio della spesa così come invece sarebbe necessario effettuare;

-       il nuovo debito pubblico che così si andrà a creare, si cercherà di ripagarlo attraverso l’incremento delle tasse, nonostante sia necessario diminuirle, le quali verranno pagate anche e soprattutto da quei cittadini che non hanno ricevuto alcun incentivo o finanziamento, a seguito del nuovo denaro raccolto a debito dallo stato;

e il risultato sarà che la politica della BCE, se da un lato riuscirà a contenere l’inflazione che si genererebbe come conseguenza alla sua politica OMT, dall’altro avrà:

-       incentivato all’indebitamento ulteriore del paese già in difficoltà;

-       ma soprattutto a spostare le ricchezze da una classe sociale (quella che non beneficia del maggiore denaro raccolto attraverso l’indebitamento) ad un’altra (quella che invece ha immediatamente ricevuto dallo stato il denaro ottenuto a prestito), alimentando così ingiustizia e demerito.

In pratica, l’operazione della BCE sottrarrà liquidità destinata, ad esempio, alla concessione creditizia per le iniziative imprenditoriali dei privati, per riversarla sul mercato del debito pubblico e a condannare il paese sciagurato a far prevalere le corrotte necessità dello stato su quelle dei singoli individui.

Certo che un simile ragionamento logico, un keynesiano non lo concepisce minimamente. Perché non osserva e non studia gli effetti di lungo periodo; egli guarda solo il breve. Perché guardando solo il breve periodo tutti i conti tornano, contrariamente no! E, il lungo periodo, il keynesiano non lo vuole proprio guardare e quando glie lo si chiede, risponde così come fece Keynes: “nel lungo periodo saremo tutti morti”. Alla faccia del rispetto per le prossime generazioni! Ciò perché il keynesiano non ha una teoria economica che funga da binocolo, così da permettergli di vedere oltre. Il keynesiano resta fedele solo e soltanto ad un approccio, secondo il quale ogni crisi (di qualsiasi natura essa sia) dovrebbe essere sempre affrontata attraverso l’aumento della spesa pubblica, per incrementare la domanda e quindi i consumi, anche se questo significhi indebitarsi. Un po’ come quello che raccontano il Gatto e la Volpe a Pinocchio, convincendolo che piantando gli zecchini nel campo dei desideri essi sarebbero cresciuti sugli alberi e moltiplicati. Lascio giudicare a voi lettori se tutto ciò sia razionale oppure no.

In ultima analisi invito, chi desideri approfondire la questione, ad ascoltare il governatore della BCE, durante la sua audizione di qualche qualche giorno fa. Egli ha aggiunto che la banca centrale europea abbasserà il rating per i titoli collaterali necessari affinché le banche possano ottenere più agevolmente un finanziamento dalla stessa BCE. Vi invito altresì ad osservare come la Germania, comunque, sia riuscita ad imporre la sua volontà di condizionare qualsiasi aiuto alla cessione della sovranità fiscale. Che i giustissimi disappunti legati alla questione di conferire all’ESM la licenza bancaria, con questo meccanismo, siano stati furbescamente bypassati. Che l’Italia non ha ancora fatto le riforme strutturali necessarie e che, ancor quando qualche lodevole iniziativa, l’attuale governo, l’abbia presa, i partiti politici che hanno voce in parlamento, l’hanno ostacolata e impedito l’emanazione dei relativi decreti attuativi.

Questo invito lo faccio affinché si insista a ragionare con la propria testa e non con quella degli economisti che vanno in televisione con la faccia come il sapone! Ragionando sui punti da me modestamente proposti, si potrebbe iniziare a capire il perché:

-       dell’improvviso e provvisorio innalzamento dell’indice delle quotazioni della Borsa Italiana e dell’allentamento della morsa dello spread fra BTP e BUND di questi giorni;

-       dell’impercettibile sensazione che il processo di accentramento della politica fiscale europea, e presto anche del walfare, avanzi, sottraendo sovranità ai singoli stati europei sempre di più;

-       dell’allarme spread il quale tornerà sopra i 400 punti base entro la fine di quest’anno (questa è una mia scommessa);

-       i partiti, in un simile quadro economico, per non sporcarsi le mani, fanno girare voci le quali vedono per l’Italia un governo Monti-bis (o qualcun altro a lui simile).







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Postato il 11/09/2012 da Pasquale Marinelli nella categoria Economia


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pasquale [27/07/2016] scrive: Le banche le abbiamo inventate perché fungessero da deposito di beni merci (metalli preziosi, principalmente), proprio perché circolassero le rappresentative note di banco (il denaro contante, appunto).
Studia meglio Claudio, perché articoli come questo sono la prova schiacciante che non tutti vogliono rimanere nell'ignoranza dilagante. Ignoranza dilagante di cui il tuo commento ne è purtroppo una prova schiacciante. Vai al post

claudio [24/07/2016] scrive: Abbiamo inventato le banche per non circolare con il denaro. Eravamo i primi siamo oggi indietro come le palle dei cani e l'articolo ne è prova schiacciante. Ps. Sarà mica casuale che abbiamo il record dei pagamenti in contanti e il record dell'evasione fiscale. Vai al post

claudio [29/06/2016] scrive: C'è qualcuno che potrebbe dirmi quanto costa stampare e coniare moneta nella UE e in Italia? Vai al post

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