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stampa Conti correnti fino a 100 mila euro; ma quale garanzia!

fallimento.jpg

Questo è l’ultimo anno in cui lo stato italiano potrà intervenire per salvare una banca fallita. Da gennaio 2016 una banca in dissesto finanziario potrà contare sul soccorso volontario di istituti interessati alla sua acquisizione, oppure dovrà risollevarsi da sola, con le sole proprie gambe. Ma su cosa potrà contare una banca per risollevarsi da sola?

Per prima cosa, essa potrà fare appello ai capitali dei suoi azionisti e obbligazionisti, ai quali proporre una ricapitalizzazione; poi potrà contare sul suo patrimonio finanziario, mobiliare e immobiliare, da rivendere sui mercati per fare cassa; in ultima istanza, essa potrà pretendere i soldi dei propri correntisti, i cui saldi eccedenti i centomila euro potranno essere liberamente confiscati.

In realtà, ci sarebbe un'ultimissima possibilità: quella costituita dai correntisti con i saldi inferiori ai centomila euro.

Certamente cari lettori! Non credete alla garanzia del fondo interbancario! Non siate sciocchini! Nell’era di internet le informazioni sono a disposizione di tutti e basta essere meno pigri del solito per scoprire tante “belle cose”. Ad esempio (leggi qui), si scopre che la capienza del fondo interbancario è misera e che esso funge solo da “anestetico” per gli ignari correntisti. Guardate la tabelle seguenti:

rimborsabili.png

impegni.png

A giugno 2014, il fondo interbancario di garanzia dichiarava che i fondi rimborsabili inferiori a centomila euro ammontavano a circa 508 miliardi di euro. Ebbene, a giugno 2014 il fondo interbancario ne poteva garantire solo un miliardo e seicentosessantasei.

Chiaro? Solo un misero 0,33% dei conti correnti italiani è realmente garantito dal fondo di garanzia millantato dalle banche italiane. Il restante 99,67% dei correntisti italiani garantiti si attaccherebbe al tram.

Ma vi dico di più. Banca Marche è uno dei quattro istituti italiani protagonisti del recente scandalo finanziario, il quale ha richiesto l’intervento indiretto dello stato italiano per l’operazione di salvataggio dal fallimento. Ebbene, nell’anno 2012 questa banca riferiva che i conti correnti della sua clientela ammontavano a circa 5,4 miliardi (leggi qui). Un altro istituto coinvolto è Banca Carife che, nel primo semestre del 2012 dichiarava che i conti correnti della clientela ammontavano a circa 1,7 miliardi (leggi qui). Delle altre due banche, ovvero Banca Carichieti e Banca Eturia, di bilanci io non ne trovo in rete (già è assai che si riescano a trovare quelli delle prime due, ma solo fino all’anno 2012; i due anni più recenti invece sono introvabili: e già questo la dice lunga sull’affidabilità di costoro!).

Se si ipotizzasse che l’entità odierna dei conti correnti della clientela delle sole Banca Marche e Banca Carife fosse simile a quella di 3 anni fa, ovvero di 7 miliardi circa e che la metà di questi conti correnti avesse un saldo inferiore a centomila euro, si capisce bene che il fondo interbancario di garanzia, con soli 1,66 miliardi non sarebbe mai capace di garantire i correntisti interessati così come si millanta.

Pensate che questa riflessione si limita solo a banche minori rispetto all’intero panorama del sistema bancario italiano! Figuriamoci se considerassimo anche i numeri di banche più grandi!

Dall’anno prossimo, i contribuenti non saranno più chiamati con così tanta facilità per salvare le banche dai loro eccessi. Inoltre, lo stato italiano non potrà più disporre dei risparmi dei cittadini per salvare coloro che si sono fidati ciecamente di banche marce. Questo è relativamente un bene dal mio modesto punto di vista, perché ciò potrebbe contribuire a fare pulizia dal mercato di banche poco serie, dimostratesi inefficienti.

Dall’anno prossimo bisognerà scegliere le banche alle quali affidare i propri soldi con molta più attenzione, acquisendo più competenze finanziarie di quante non ne siano state necessarie fino ad oggi.







17 Commenti
Postato il 12/12/2015 da Pasquale Marinelli nella categoria Economia


Eridanio [14/12/2015 02:04 pm] scrive:
Si CarloM, alcuni IP o IMEL possono anche fare piccolo credito. Alcuni fanno "social lending". Con molti limiti sotto l'occhiuta vigilanza della banca centrale che stabilisce parametri di capitale "adeguati", ma di fatto rompendo così in qualche caso la riserva intera.
A questo punto vatti a fidare.
E' chiaro che l'IP che io vedo utile allo scopo deve avere come primo punto qualificante del regolamento oltre al resto: NON SI FA CREDITO a nessuno, mai ed in ogni caso.
Eridanio [14/12/2015 01:16 pm] scrive:
Quando parlo di regolamento (oltre allo statuto) non parlo di legge, ma di atto volontario generale ed astratto spontaneamente e liberamente assunto ad obbligazione individuale vincolante.
Eridanio [14/12/2015 01:08 pm] scrive:
Non sono banche e quindi non possono detenere depositi in proprio, ma devono nominare una Banca Depositaria.
Aaaaah! Ma allora ci risiamo? Riserva Frazionaria?
No!
Perchè i fondi depositati dall'Istituto di pagamento sono a riserva intera presso l'istituto bancario (cane non mangia cane).
In caso di liquidazione coatta della banca il liquidatore è tenuto a considerare i depositi dell'istituto di pagamento come beni di terzi da rendere.
Articolo 114-duodecies TUB
Tutto apposto allora?
No!
Quello che non torna è che non esiste alcun regolamento che limiti l'imprudenza del Istituto dP nei contratti con la Banca depositaria e nessuna disciplina regolamentare ed operativa che preveda l'accesso e la verifica dei saldi a vista in ogni momento a garanzia dei depositanti.
Perché se i gaglioffi banchieri hanno svuotato DI FATTO i forzieri è troppo tardi per rincorrerli.
Non serve rincorrere i furfanti quando si lasciano aperte le porte ed i buoi se ne sono andati.
carloM [14/12/2015 12:42 pm] scrive:
ma quindi questi istituti che sono sul mercato sono vincolati a mantenere la liquidità per coprire i depositi dei clienti, oppure possono disporre delle somme depositate per concedere finanziamenti?
Eridanio [14/12/2015 12:33 pm] scrive:
Io di quelli sul mercato non mi fido perché non hanno una governance consapevole dei loro limiti e possibilità. Infatti si fa fatica a capire quale sia la sostenibilità del business.
Ma Occhio a non confondere gli Istituti di Pagamento con gli Istituti di moneta elettronica (imel)
vedete
artt.114 (sexies) e seg invece di 114 bis e seg.
https://www.bancaditalia.it/compiti/ vigilanza/intermediari/TUB_giugno_2015.pdf
si parte necessariamente da li poi c'è il resto.
Le stesse norme sono state recepite in tutti i paesi dell'UE
Eridanio [14/12/2015 12:17 pm] scrive:
E' vero lo stato è una controparte inaffidabile.
Fortunatamente l'UE è una controparte sempre deprecabile, ma un pelo più idiotamente coerente. Dico a pianta più larga.
Mai lo stato italiano avrebbe introdotto la disciplina degli istituti di pagamento se non fosse un atto di recepimento dovuto. I canoni della disciplina da incorporare nel nostro diritto nazionale non sono scardinabili ad libitum senza infrangere la gerarchia delle norme europee con conseguenze palesi e dirette.
Ok! Anche la Ue non è una garanzia ma è almeno una impronta continentale. Non sono tutti fessi in giro.
Pasquale [14/12/2015 12:12 pm] scrive:
ad ogni modo, sto cercando di informarmi su alcuni istituti di pagamento sul mercato: tipo IConto e CityPoste.
Non ho afferrato il loro business. Cioè, loro offrono il servizio di pagamento e il denaro della clientela non si confonde con il patrimonio dell'istituto. Ma questi denari sarebbero comunque soggetti alle sorti degli investimenti che poi essi fanno con quei denari della clientela?
Pasquale [14/12/2015 11:56 am] scrive:
ciao Eridanio. Ricordo bene la tua intuizione e mi ripromisi di dare spazio a ciò anche su questo blog. Presto lo farò, considerato che attendevo il momento giusto in cui l'argomento potesse incastonarsi immediatamente con l'attualità (ma soprattutto, in cui fossi meno oberato dai miei impegni personali e lavorativi).

Purtroppo, già da quando ebbi modo di approfondire la questione, ritengo che la soluzione si affidi troppo alla parola data da un soggetto che ahinoi "tiene il coltello dalla parte del manico" (ovvero, dallo stato) e che può in qualsiasi momento cambiare le carte in tavola.

Certo è che nel breve o medio periodo, l'iniziativa sarebbe molto interessante, solleverebbe la questione con i fatti e direi che potrebbe avere un discreto successo se l'iniziativa fosse presa cooperativamente dalle stesse persone che avrebbero interesse a tenere protetti i propri denari (fatte salve le raccomandazioni statutarie che tu stesso hai già detto)
Eridanio [14/12/2015 11:31 am] scrive:
L'istituto poi per la redditività dovrà aiutarsi con servizi a valore aggiunto oltre alla attività istituzionale oltre ad una commissione ridottissima sul depositato per oneri di custodia.
(Oggi a passi spediti verso gli interessi negativi anche in c/c tra tassi commissioni e spese forse pagheremo di più senza alcuna garanzia di rientrare in possesso dei “propri” soldi ...anche quelli depositati a vista).
La banca centrale non potrebbe aver nulla da dire giacché il rischio di insolvenza o di semplice illiquidità sarebbe sempre documentabilmente e di fatto pari a ZERO. Rimangono i rischi dell'infedeltà personale verso il regolamento interno di riserva intera, ma i furfanti non si estinguono con un regolamento e rimangono perseguibili per responsabilità dirette. Si può superare con un cross checking anche tra istituti federati sia a livello nazionale sia a livello internazionale.
Ma non interessa a nessuno...tu sei un caso isolato.
Andremo tutti al macello.
Eridanio [14/12/2015 11:29 am] scrive:
Aprendo conti presso istituti di pagamento ex art. 114 sexies TUB e seg.
Rimane però il fatto che quelli sulla piazza non sono ne condotti ne pensati da imprenditori consapevoli delle problematiche della riserva intera.
Nemmeno hanno coscienza che lo strumento che gestiscono potrebbe essere più che un grimaldello una chiave d'oro.
La differenza la fa un set di regole, un regolamento parallelo addizionale spontaneo e volontario che faccia da placenta tra il regolatore (fattore esterno) e l'istituto depositario nei confronti del depositante (negozio interno). (SEGUE)
carloM [14/12/2015 10:27 am] scrive:
interessante ciò che riferisce Fabiano Parzani..
Ma per noi depositanti a vista sarebbe possibile sfruttare questa falla riferendoci agli istituti di pagamento già presenti sul mercato? Se sì, come?
Eridanio [14/12/2015 09:57 am] scrive:
Il primo link è spezzato e va selezionato per intero perchè funzioni
Eridanio [14/12/2015 09:54 am] scrive:
se leggi capisci.
http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id
=759%3Ariserva-frazionaria-per-dummies&catid
=21%3Ascuola-austriaca-di-economia&Itemid=17
7&jjj=1450082786455

http://francescosimoncelli.blogspot.it/2015/02/scacco-matto-alla-riserva-frazionaria.html
carloM [14/12/2015 09:38 am] scrive:
?? spiegati meglio :-o
Eridanio [13/12/2015 07:51 pm] scrive:
Nel comportamento è inscritta la penitenza
carloM [13/12/2015 12:43 pm] scrive:
ciao Eridanio. Ricordaci quel'è il tuo parere in merito al non avere alcun problema con i depositi a vista.
Eridanio [13/12/2015 11:53 am] scrive:
Se non sbaglio ti ho già spiegato come si potrebbe fare per non avere alcun problema con i denari depositati a vista.
Alla povera gente non interessa salvarsi, pretendono di essere salvati. Saranno sgozzati perché per paura del lupo si affidano al buon pastore. Il lupo sbrana qualche capo per fame. Il buon pastore tutto il resto lo macella per sano lucro.
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pasquale [27/07/2016] scrive: Le banche le abbiamo inventate perché fungessero da deposito di beni merci (metalli preziosi, principalmente), proprio perché circolassero le rappresentative note di banco (il denaro contante, appunto).
Studia meglio Claudio, perché articoli come questo sono la prova schiacciante che non tutti vogliono rimanere nell'ignoranza dilagante. Ignoranza dilagante di cui il tuo commento ne è purtroppo una prova schiacciante. Vai al post

claudio [24/07/2016] scrive: Abbiamo inventato le banche per non circolare con il denaro. Eravamo i primi siamo oggi indietro come le palle dei cani e l'articolo ne è prova schiacciante. Ps. Sarà mica casuale che abbiamo il record dei pagamenti in contanti e il record dell'evasione fiscale. Vai al post

claudio [29/06/2016] scrive: C'è qualcuno che potrebbe dirmi quanto costa stampare e coniare moneta nella UE e in Italia? Vai al post

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