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stampa Studenti protestano per il deserto

proteste

In televisione vedo studenti scesi in piazza per protestare contro l’austerità imposta dal governo italiano. Essi chiedono più attenzioni allo stato. Si sentono trascurati! Essi gridano il loro disagio di studenti ma non conoscono chi l’ha causato. Nessuno dice loro che il malessere accusato è stato prodotto proprio dalla fallimentare gestione operata dallo stato. Da decenni esso ha ormai degradato il livello scolastico italiano e lo ha seppellito a colpi di vanghe. Nonostante ciò questi giovani chiedono più stato! Ma quale stato! I ragazzi, al contrario, dovrebbero chiedere a questo inetto di andarsene via, di lasciarli in pace e liberi nel deserto che lo stato gli ha riservato. Nessuno dice loro che non c’è bisogno di un’istruzione per vivere la vita. Essi dovrebbero lottare e pretendere di avere la possibilità di scegliere, in autonomia e fuori dalle aule anguste, la propria formazione, altro che istruzione! Chi ritiene il contrario allora uscisse fuori il libretto delle istruzioni che spieghi per filo e per segno come far funzionare questa complicata vita. Lo faccia ora, non aspetti. Ma se un tale libretto non esiste allora non esiste alcuna argomentazione che possa dare ragione all’imposizione di un’istruzione, perché fantomatica. I giovani necessitano della libertà di scegliere la propria forma mentis (quella più utile e più adatta alle proprie inclinazioni), così da imparare veramente come rendere più fertile quel deserto desolante in cui saranno costretti a vivere. Essi non hanno bisogno di essere istruiti al niente, per giunta da uno stato dappoco. Certo, qualcuno di loro replicherebbe dicendo che essi protestano per uno stato migliore di quello attuale. Ah, l’illusione di uno stato migliore dal precedente! Certo! Queste scuole, nemmeno la storia insegnano bene a questi ragazzi!







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Postato il 19/11/2012 da Pasquale Marinelli nella categoria Comunicazioni


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pasquale [16/10/2014] scrive: Molto gentile eridanio.
Sono molto incuriosito dalla sua intuizione. Vorrei approfondire l'argomento. Le scrivo una e-mail. Vai al post

eridanio [15/10/2014] scrive: Posso senza dubbio spiegare meglio. L'intento era di sollevare la curiosità sul fatto che oggi volendo almeno ci si può provare a liberarsi dal perverso giogo dell'art. 1834 cc.
Anche la banca tecnicamente può fare riserva intera... va da se e non lo commento oltre.
Quel che volevo sottolineare è che con la disciplina recentissima dei soggetti di cui al 114 xyzies tub si potrebbe sperimentare un tipo di organizzazione che in maniera trasparente e diretta abbia una certa dose di successo nel ritorcere la disciplina delle riserve contro il regolatore obbligandolo ad una diligenza contraria alla riserva frazionaria. Se detta diligenza dovesse essere applicata in un soggetto misto (e cioè una banca che volontariamente applicasse contrattualmente con la clientela la riserva frazionaria o la riserva intera), temo prevarrebbero gli aspetti di regolazione prudenziale sul soggetto che lo renderebbe comunque catturato, soggiogato e castrato e quindi non più indipendente nella scelta imprenditoriale di come indirizzare il trattamento dei depositi.
E' una faccenda tremendamente complicata e la sintesi in un post non è indicata. Sono tuttavia disponibile a spiegarmi meglio per e-mail ed altri mezzi di comunicazione. Lascio traccia di un indirizzo mail nell'apposito riquadro per sue eventuali considerazioni.
La leggo sempre con simpatia quando la pizzico in giro negli antri di libero pensiero.
Buona giornata Vai al post

pasquale [14/10/2014] scrive: @ eridanio: puoi spiegare meglio il ricorso all'istituto di pagamento? Vai al post

pasquale [14/10/2014] scrive: riserva 100% sui depositi a vista non significa escludere dalla propria attività quella di fare credito.
Infatti la banca, è vero che non farebbe credito credito utilizzando i depositi della clientela (perché obbligata a rispettare la riserva al 100%), ma potrebbe farlo utilizzando le risorse che costituiscono il PROPRIO CAPITALE, guadagnando sul tasso di interesse applicato. Oppure farebbe l'intermediario del credito con i risparmiatori i quali esprimano la volontà ESPLICITA di non depositare semplicemente i propri risparmi, ma di investirli. Ciò guadagnando dalle commissioni di servizio. Vai al post

eridanio [13/10/2014] scrive: gentil Marinelli, non è necessario costituire una banca se non si intende fare del credito.
E'sufficiente una forma meno complessa quale un soggetto ai sensi dell'Articolo 114-sexies TUB tanto per cominciare poi ci si può sempre evolvere
la banca depositaria avrebbe l'OBBLIGO di mantenere riserva 100% sui depositi provenienti dall'istituto di pagamento. Vai al post

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