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stampa Studenti protestano per il deserto

proteste

In televisione vedo studenti scesi in piazza per protestare contro l’austerità imposta dal governo italiano. Essi chiedono più attenzioni allo stato. Si sentono trascurati! Essi gridano il loro disagio di studenti ma non conoscono chi l’ha causato. Nessuno dice loro che il malessere accusato è stato prodotto proprio dalla fallimentare gestione operata dallo stato. Da decenni esso ha ormai degradato il livello scolastico italiano e lo ha seppellito a colpi di vanghe. Nonostante ciò questi giovani chiedono più stato! Ma quale stato! I ragazzi, al contrario, dovrebbero chiedere a questo inetto di andarsene via, di lasciarli in pace e liberi nel deserto che lo stato gli ha riservato. Nessuno dice loro che non c’è bisogno di un’istruzione per vivere la vita. Essi dovrebbero lottare e pretendere di avere la possibilità di scegliere, in autonomia e fuori dalle aule anguste, la propria formazione, altro che istruzione! Chi ritiene il contrario allora uscisse fuori il libretto delle istruzioni che spieghi per filo e per segno come far funzionare questa complicata vita. Lo faccia ora, non aspetti. Ma se un tale libretto non esiste allora non esiste alcuna argomentazione che possa dare ragione all’imposizione di un’istruzione, perché fantomatica. I giovani necessitano della libertà di scegliere la propria forma mentis (quella più utile e più adatta alle proprie inclinazioni), così da imparare veramente come rendere più fertile quel deserto desolante in cui saranno costretti a vivere. Essi non hanno bisogno di essere istruiti al niente, per giunta da uno stato dappoco. Certo, qualcuno di loro replicherebbe dicendo che essi protestano per uno stato migliore di quello attuale. Ah, l’illusione di uno stato migliore dal precedente! Certo! Queste scuole, nemmeno la storia insegnano bene a questi ragazzi!







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Postato il 19/11/2012 da Pasquale Marinelli nella categoria Comunicazioni


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dna [18/12/2014] scrive: Mi piacerebbe tanto che fosse come dice lei. Ma sono convinto che stiano in maggioranza aspettando un leader autoritario che gli garantisca le promesse statosocialiste.
Quando arrivera' il grande default sara' anche un default mentale per mooltissimi. Voviamo ancora nel Novecento. Rischiano di trovarlo il leader autoritario. Forse le elite lo tengono in sonno. Vedremo. Vai al post

pasquale [30/11/2014] scrive: gentilissimo sig. Vito, portare i soldi all'estero è LEGALISSIMO. Lo può fare qualunque cittadino. Almeno, per ora!
Purché dichiari periodicamente allo stato l'entità dei suoi depositi all'estero nella propria dichiarazione dei redditi e ne giustifichi la provenienza.
Se invece il cittadino non è più residente in Italia, non ha quest'obbligo.
Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti in merito. Vai al post

vito [26/11/2014] scrive: Premesso: non sono un economista.
Domanda: la Fiat si è trasferita all'estero (penso secondo "la libera circolazione dei capitali"). Può allora un cittadino italiano portare soldi all'estero? (Mi sembra di no!)
Conseguenza: la legge non è uguale per tutti?
Grazie per il chiarimento Vai al post

Gian [20/11/2014] scrive: Ma quale fallimento! Non diciamo piddinate!
Se il PIL del Giappone cala non è di certo dovuto alle politiche Keynesiane, anzi!
Leggi qua http://scenarieconomici.it/calo-del-pil-in-giappone-probabili-ripercuss
ioni-negative-in-europa/

Per commentare sti dati bisogna anche aver un po' di cognizione di causa. Vai al post

Luca [20/11/2014] scrive: mi viene da pensare...se le politiche neokeybesiane non vanno...neoclassici e seguaci di chicago altrettanto (perlomeno dalle nostre parti in europa, ma anche in america non sono tutte rose e fiori) visti i risultati di questi ultimi anni a che santo bisogna votarsi?!?!? La crisi che stiamo vivendo ha sicuramente mandato "in crisi" molte teorie economiche che andrebbero sicuramente ripensate. Vai al post

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