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stampa Studenti protestano per il deserto

proteste

In televisione vedo studenti scesi in piazza per protestare contro l’austerità imposta dal governo italiano. Essi chiedono più attenzioni allo stato. Si sentono trascurati! Essi gridano il loro disagio di studenti ma non conoscono chi l’ha causato. Nessuno dice loro che il malessere accusato è stato prodotto proprio dalla fallimentare gestione operata dallo stato. Da decenni esso ha ormai degradato il livello scolastico italiano e lo ha seppellito a colpi di vanghe. Nonostante ciò questi giovani chiedono più stato! Ma quale stato! I ragazzi, al contrario, dovrebbero chiedere a questo inetto di andarsene via, di lasciarli in pace e liberi nel deserto che lo stato gli ha riservato. Nessuno dice loro che non c’è bisogno di un’istruzione per vivere la vita. Essi dovrebbero lottare e pretendere di avere la possibilità di scegliere, in autonomia e fuori dalle aule anguste, la propria formazione, altro che istruzione! Chi ritiene il contrario allora uscisse fuori il libretto delle istruzioni che spieghi per filo e per segno come far funzionare questa complicata vita. Lo faccia ora, non aspetti. Ma se un tale libretto non esiste allora non esiste alcuna argomentazione che possa dare ragione all’imposizione di un’istruzione, perché fantomatica. I giovani necessitano della libertà di scegliere la propria forma mentis (quella più utile e più adatta alle proprie inclinazioni), così da imparare veramente come rendere più fertile quel deserto desolante in cui saranno costretti a vivere. Essi non hanno bisogno di essere istruiti al niente, per giunta da uno stato dappoco. Certo, qualcuno di loro replicherebbe dicendo che essi protestano per uno stato migliore di quello attuale. Ah, l’illusione di uno stato migliore dal precedente! Certo! Queste scuole, nemmeno la storia insegnano bene a questi ragazzi!







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Postato il 19/11/2012 da Pasquale Marinelli nella categoria Comunicazioni


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Martina77 [30/10/2014] scrive: Gli italiani hanno memoria cortissima: quando esco neppure ricordano del governo Letta,figuriamoci del 1992,da dove tutto è partito (e l'Euro non c'era).A questo punto della situazione il ritorno ad un'altra valuta sarebbe una incognità asssoluta,forse perché il tutto andava previsto molto prima e non adesso,ma prima andava bene a tutti.
A volte,sentendo certi discorsi mi sento disorientata: la gente non pensa,ripete. Vai al post

Martina77 [30/10/2014] scrive: @Fabry...non so che lavoro faccia lei,ma si guardi i rapporti ocse anni 90';l'Italia nel 1992-98 non era affatto la settima potenza c'era crisi a non finire,neppure nel 2001,lei sogna,eppure c'era la Lira.
Non sono una pro-euro,ma quando mi sentivo di criticarlo ciioè nel 2003,venivo additata come quella che rompeva sempre i.....,da tutti compreso dai leghisti farlocchi che dopo non aver fatto nulla per contrastare l'immigrazione,adesso con dementi patentati e falsi economisti si ergono a "no euro". Vai al post

pasquale [29/10/2014] scrive: ATTENZIONE cari lettori. Questo mio post non vuole essere un elogio dell'euro (assolutamente no).

Ho scritto tutto il blog schierandomi CONTRO L'EURO. In questo stesso post critico ancora una volta l'euro per aver dato l'occasione ai delinquenti che ci governano di nascondere i problemi che hanno provocato anziché di risolverli! Che cavolo!

Nel post non è in discussione l'abbandono dell'euro; è anche mia opinione che ne dovremmo uscire, laddove si potesse scegliere come opzione o si potesse non condividere con gli altri stati membri il destino a noi riservato (così come ha già detto Gio).

Qui è mia intenzione discutere l'ALTERNATIVA proposta dai più del RITORNO ALLA LIRA; nel post metto in discussione il fatto di "ballare" da una VALUTA FIAT ad un'altra, cosa che per me non è una condizione sufficiente per risolvere i problemi economici dell'Italia.

Sono contro le VALUTE FIAT, di conseguenza sono contro l'euro e contro la lira, che sono entrambe valute fiat e che entrmbe nutrono il germe che corrompe il denaro e la sua funzione indispensabile nell'economia Vai al post

Fabry [28/10/2014] scrive: L'Italia i prodotti li fà! Vai al post

Gio Tomei [28/10/2014] scrive: Sull'Euro, il problema di scegliere non si pone. Il destino tra i Paesi è comune. E poi, l'Otalia, nelle condizioni in cui è ridotta che ha per competere? E se fosse solo il turismo, con quel che varrebbe la lira, regaleremmo a poco e all'insufficineza anche l'unico settore che da soli potremmo provare a "vendere". Poi, il mondo a blocchi di oggi e di domani mattina che spazio darebbe alla barchetta piena di buchi e "pezze a colore" (come si dice a Napoli) dell'italica penisola. Non ne parliamo più, è fiato sprecato: resta la politica elettiva, non questa, come strumento. E qui si reinserisce la banca no profit. Ma che c'entra la riserva frazionaria? A scopo unico e no profit su regole stringenti da statuto e regolamenti occorre valutare la certezza della restituzione del debito e il valore dato anche ad un piccolo aumento della capacità di consumi sulla numnerosità della platea. Si tratta di servizio e non di profitto, ma occorre avere ego altruistico per comprendere visione e prospettiva. Buona vita Vai al post

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