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stampa Sanità privata

sanita.jpg

Non è garantita la sostenibilità del sistema sanitario”, questo è quanto il capo del governo italiano avrebbe dichiarato di recente. A distanza di poche ore, egli ha poi chiarito dicendo che "Affermare la necessità di rendere il Servizio sanitario nazionale effettivamente sostenibile non ha nulla, proprio nulla a che vedere con la logica della privatizzazione". Ah, mi sembrava strano! Effettivamente, in un primo momento, mi era parso di capire che finalmente si iniziasse a dibattere seriamente sulla questione, affrontandola con una mentalità diversa da quella che l’ha fatta precipitare: non più con l'idea della statalizzazione del servizio, bensì con quella della privatizzazione. Invece, no. Il presidente del consiglio si riferiva all’idea di un “sistema di compartecipazione più equo”; probabilmente con ciò egli voleva dire che, siccome le tasse da noi pagate non bastano per tenere in piedi il servizio sanitario pubblico, bisogna continuare a sostenerlo, contribuendo ulteriormente e in base ai criteri che secondo lui sarebbero di equità. Praticamente, più tasse! Potrebbe anche darsi che non era questo ciò che il presidente del consiglio intendesse dire con l'affermazione “sistema di compartecipazione più equo”. Forse egli intendeva riferirsi ad un sistema in cui la sanità sarebbe finanziata, ad esempio, minimamente dallo stato (quindi non più al 100%), per la maggior parte da assicurazioni sottoscritte liberamente dai cittadini e infine, in maniera particolare, con ticket a carico diretto del cittadino più abbiente che richiede la prestazione. In tal caso potrei affermare che l’idea sarebbe senz’altro interessante. Ma si badi bene! Tutto ciò purché accada contemporaneamente che:

- a fronte del minor intervento dello stato, non si paghino più le tasse eccessive che servivano per sostenere integralmente il vecchio sistema;

- gli istituti di assicurazione coinvolti non svolgano altro se non la sola prestazione previdenziale sanitaria;

- sia garantita la libera concorrenza del mercato assicurativo che ne nascerebbe e di quello sanitario che si svilupperebbe;

- ci siano veri controlli sul rispetto del divieto di cartelli nel settore e di produzione di dichiarazioni mendace, al fine di usufruire di possibili aiuti finanziari di stato per gli indigenti.

Tutto questo al fine di rendere un servizio sanitario più attento agli sprechi, i quali, attualmente, sembrano derivare dalla gestione amministrativa, più che da quella delle prestazioni dei servizi erogati (si legga il rapporto 2012 di Farmafactoring). Spero che in merito, si opti per un sistema sanitario concepito diversamente da come lo è oggi, altrimenti non capirei come io non debba credere che, questo intervento del capo del governo, sia un’ennesima presa per i fondelli.









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Postato il 30/11/2012 da Pasquale Marinelli nella categoria Micropost


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Micropost

fogliobrucia.jpg

Buone notizie. Ricordate la ritenuta del 20% che le banche italiane avrebbero dovuto applicare sui bonifici dall’estero derivanti da redditi di natura finanziaria (leggi qui)? Il decreto legge n. 66/2014 elimina definitivamente questa gabella introdotta sprovvedutamente nel 2013. Riporto testualmente il comma 2 dell’art. 4 E' abrogato il comma 2 dell'articolo 4 del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167 convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227.” Considerato che l’Italia annega sempre di  più in quantità record di debito pubblico, è schiacciata sempre di più da un’incivile pressione fiscale, i cui cittadini lavoratori sono sempre meno e che essa sostiene un sistema bancario e politico sempre più profondamente corrotto, non è molto come provvedimento, bisogna ammetterlo! Però, ogni tanto, una buona notizia è sempre bene darla. E non dite che in questo blog si leggono sempre e solo cose negative.



Postato il 16/07/2014 | da Pasquale Marinelli | nella categoria Micropost.





schiavi.jpg

Gli schiavisti americani dell'800 credevano che se la schiavitù dei neri fosse stata abolita, i commerci sarebbero cessati e che addirittura nessuno più avrebbe raccolto cotone. Quando la schiavitù fu effettivamente abolita, non solo i commerci continuarono ad essere fiorenti, ma anche il cotone continuava ad essere efficientemente raccolto. Fu allora che si rivelò quanta ignoranza pervadeva in un'importante fetta della classe dirigente americana dell'epoca. Stessa cosa accade oggi. La classe dirigente attuale crede ancora, ad esempio,:

- che senza la banca centrale nessuno più avrebbe qualcosa che funga da mezzo di scambio come il denaro;

- che senza aumentare il denaro in circolazione nessuno più godrebbe del progresso;

- che senza lo stato centrale nessuno più vivrebbe in un mondo civile;

- che senza la democrazia rappresentativa nessuno piu godrebbe della libertà;

- che senza la carta costituzionale sopra ogni cosa nessuno più avrebbe diritti e doveri;

- che senza il denaro contante nessuno più evaderebbe le tasse.

Ciò che credevano gli schiavisti, per la maggior parte degli uomini moderni, risulta essere ormai un'idiozia per cui ridere di simili cavernicoli e compatire chi purtroppo ne fu vittima. In futuro, anche le generazioni più progredite di quella attuale rideranno dell'arretratezza di pensiero dell'odierna classe dirigente, anch'essa da considerare cavernicola, e compatiranno coloro che ne saranno state le vittime.



Postato il 03/07/2014 | da Pasquale Marinelli | nella categoria Micropost.





 

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Svizzera: referendum Denaro Vero

Coloro che si astengono dal voto

Votare = Scommettere

Merkel in lacrime, gli italiani anche!

 

 

Ultimi commenti

giuseppe [20/07/2014] scrive: se certi atteggiamenti non statuali delle banche tendono a sembrare rapine pechè non se ne occupa la procura esendo gli stessi devastanti per una società come la nosta (esperienze personali di maggior valore economico) Vai al post

antonio [23/06/2014] scrive: Grazie per la risposta e per gli esempi molto chiari.Continuerò a leggere i suoi post con molta atenzione!! Vai al post

pasquale [22/06/2014] scrive: 3. il CDA di una banca in dissesto, a fronte di un'opportunità di rifinanziamento, delibera un aumento di capitali che i piccoli risparmiatori possessori di azioni quotate in borsa della stessa banca non possono permettersi. Di conseguenza, essi sono costretti a vendere in massa le proprie azioni. Ciò determinerà un minor valore di mercato delle loro azioni per cui i risparmiatori saranno costretti a svenderle rispetto a quanto le hanno acquistate. Quindi, il costo del rifinanziamento viene pagato dai risparmiatori in termini di svalutazione dei propri risparmi.
4. I governi varano un piano di salvataggio di una banca in dissesto utilizzando soldi pubblici. Le coperture per tale piano vengono trovate attraverso una tassazione patrimoniale sui rendimenti dei possessori di titoli finanziari. I risparmiatori pagano il salvataggio della banca in termini di maggiore pressione fiscale
5. La banca in difficoltà economiche incrementa i costi dei servizi ai propri clienti, a fronte di nessuna aumento quantitativo o qualitativo della propria offerta. I risparmiatori pagano le difficoltà della banca in termini di un ingiustificato aumento del costo dei propri risparmi.
6. La banca in dissesto, sospende (oppure ostacola) la restituzione del denaro presente sui conti correnti. I risparmiatori pagano il dissesto della banca in termini di privazione della proprietà dei propri denari.

Questi sono i primi metodi che mi sono venuti in mente. Gli esempi sarebbero molti di più.. Vai al post

pasquale [22/06/2014] scrive: grazie antonio per la domanda. Ci sono vai modi per costringere i risparmiatori europei a pagare i debiti privati delle banche.
1. la BCE aumenta la quantità di euro in circolazione o diminuisce il tasso di interesse per coprire i buchi nei bilanci delle banche. Ciò determina un minore valore dell'euro rispetto ai beni reali che i risparmiatori percepiranno come aumento del costo della vita, per cui essi con i loro risparmi riescono a comprare meno rispetto a quanto potevano comprare in tempi precedenti. Quindi, per sistemare i bilanci delle banche, i risparmiatori pagano questa operazione in termini di minore potere d'acquisto dei propri risparmi.
2. la BCE abbassa il tasso ufficiale di interesse e, di conseguenza, il tasso di interesse dei futuri risparmi saranno anch'essi più bassi. I risparmiatori pagheranno in termini di minore convenienza a risparmiare. Vai al post

antonio [21/06/2014] scrive: Ho letto attentamente lo scritto che condivido,ma nell'ultima parte dove parla dell'aggressione al risparmio privato,non riesco a trovarne il collegamento con ilresto.Che il risparmio degli italiani faccia gola a molti lo sapevo e l'intuivo,ma come i risparmiatori possano essere costretti a pagare il rientro del debito privato dalle banche,non riesco a capirlo.Potrebbe essere più chiaro su questo punto,magarifacendo qualche esempio?Grazie.Attendo risposta chiarificatrice. Vai al post


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