Il Blog di Pasquale Marinelli facebook twitter google + rss

      Home | Chi sono | Newsletter | Leggere Orme | Contatti | Plugin | Help |   Log in | Registrati

 

 

A Scuola di Economia

   

blog mobile

Versione per Mobile
www.m.pasqualemarinelli.com

 

 

 Il Blog

 
 Archivio del blog
 

 Categorie

 
 Cultura
 Economia
 Politica
 [Archivio Micropost]
 
 
 
 
 

 Link amici

 
 Segui il blog:
 EconoMia & Finanza
___________________________
 LunarPages.com
 CutePHP.com
 Altervista.org
 Histats.com
 OkNotizie.Alice.it
 Segnalo.Alice.it
 Fai.Informazione.it
 Meemi.com
 RuvoDiPugliaWeb.it
 PortfolioMagazine.it
 RischioCalcolato.it
 WallStreetItalia.com
 Trend-OnLine.com
 Facebook/Bloggeritalia
 BorsaWeb.altervista.org
 ContanteLibero.it
 
 Diggita  
 BlogItalia.it - La directory italiana dei blog 
 Liquida 
 Aggregatore 
 Blog Directory 
 Top 100 Blog 
 http://www.wikio.it 
 BloggerItalia.it 



stampa Sanità privata

sanita.jpg

Non è garantita la sostenibilità del sistema sanitario”, questo è quanto il capo del governo italiano avrebbe dichiarato di recente. A distanza di poche ore, egli ha poi chiarito dicendo che "Affermare la necessità di rendere il Servizio sanitario nazionale effettivamente sostenibile non ha nulla, proprio nulla a che vedere con la logica della privatizzazione". Ah, mi sembrava strano! Effettivamente, in un primo momento, mi era parso di capire che finalmente si iniziasse a dibattere seriamente sulla questione, affrontandola con una mentalità diversa da quella che l’ha fatta precipitare: non più con l'idea della statalizzazione del servizio, bensì con quella della privatizzazione. Invece, no. Il presidente del consiglio si riferiva all’idea di un “sistema di compartecipazione più equo”; probabilmente con ciò egli voleva dire che, siccome le tasse da noi pagate non bastano per tenere in piedi il servizio sanitario pubblico, bisogna continuare a sostenerlo, contribuendo ulteriormente e in base ai criteri che secondo lui sarebbero di equità. Praticamente, più tasse! Potrebbe anche darsi che non era questo ciò che il presidente del consiglio intendesse dire con l'affermazione “sistema di compartecipazione più equo”. Forse egli intendeva riferirsi ad un sistema in cui la sanità sarebbe finanziata, ad esempio, minimamente dallo stato (quindi non più al 100%), per la maggior parte da assicurazioni sottoscritte liberamente dai cittadini e infine, in maniera particolare, con ticket a carico diretto del cittadino più abbiente che richiede la prestazione. In tal caso potrei affermare che l’idea sarebbe senz’altro interessante. Ma si badi bene! Tutto ciò purché accada contemporaneamente che:

- a fronte del minor intervento dello stato, non si paghino più le tasse eccessive che servivano per sostenere integralmente il vecchio sistema;

- gli istituti di assicurazione coinvolti non svolgano altro se non la sola prestazione previdenziale sanitaria;

- sia garantita la libera concorrenza del mercato assicurativo che ne nascerebbe e di quello sanitario che si svilupperebbe;

- ci siano veri controlli sul rispetto del divieto di cartelli nel settore e di produzione di dichiarazioni mendace, al fine di usufruire di possibili aiuti finanziari di stato per gli indigenti.

Tutto questo al fine di rendere un servizio sanitario più attento agli sprechi, i quali, attualmente, sembrano derivare dalla gestione amministrativa, più che da quella delle prestazioni dei servizi erogati (si legga il rapporto 2012 di Farmafactoring). Spero che in merito, si opti per un sistema sanitario concepito diversamente da come lo è oggi, altrimenti non capirei come io non debba credere che, questo intervento del capo del governo, sia un’ennesima presa per i fondelli.









0 Commenti
Postato il 30/11/2012 da Pasquale Marinelli nella categoria Micropost


Inserisci un commento

Nome:
E-mail: (facoltativo)



Digitare i seguenti caratteri:
Security Image


| Dimenticami
Content Management Powered by CuteNews
 

Ricerca avanzata

 

Micropost

catene.jpg

Il Veneto è impegnato in un'ardua battaglia politica per l'indipendenza dallo stato italiano (leggi qui). E' un'azione politica che per i cittadini i quali la stanno conducendo può fare davvero la differenza, più di tutte le mosse politiche operate dai disonesti seduti nei palazzi del potere negli ultimi decenni, più di tutte le crocette apposte fino ad ora dagli stupidi elettori.

Lo stato italiano se ne è accorto, di ciò ha paura e così, attraverso la magistratura, è stato posto in essere un blitz per arrestare 26 esponenti del movimento indipendentista veneto, accusati di presunto terrorismo, di attentato all'ordine democratico e di detenzione di armi da guerra (si fa riferimento ad una piccola pala meccanica corazzata come un carroarmato e ad armi da caccia regolarmente detenute). Secondo la magistratura si starebbero organizzando manifestazioni eclatanti di natura presumibilmente violente.

Fino ad ora, il movimento indipendentista, presunto violento, in realtà ha condotto un'operazione referendaria di indiscutibile valore democratico e manifestazioni di piazza indiscutibilmente pacifiche, esprimendo delle idee che sono, sì diverse da quelle dello stato italiano, ma comunque rispettabili, la cui espressione è da ritenersi libera per il popolo veneto, come per qualunque altro popolo, perché non reca danno a nessuno. Guerriglie e rappresaglie non ce ne sono mai state fino ad ora, di conseguenza, quale sarebbe la colpa dei veneti arrestati l'altro ieri? Sarebbe in corso una sorta di processo alle intenzioni che ritengo ingiusto. In queste ore, sono detenure 26 persone sulla base di mere presunzioni (leggete qui l'ordinanza).

I veneti hanno intuito che quella dei territori indipendenti da uno stato centralizzato, diversamente da come è attualmente organizzata l'Italia, sia la soluzione ideale affinché le cose si risolvano e cambino veramente e in meglio per questo paese. Territori indipendenti comporterebbero maggiore responsabilità nelle mani dei cittadini affinché siano essi a determinare il loro presente e il loro futuro e non un'informe macchina burocratica chiamata stato centrale. Ma soprattutto, ciò consentirebbe maggiore libertà e maggiore efficienza nel servire il soddisfacimento dei bisogni di una vita in comune, contrariamente a come accade attualmente con l'elefantiaco stato centrale, il quale  non è in grado di garantire il miglior servizio al cittadino, oggi sempre più esigente.

E' evidente che il timore dello stato (non degli italiani, figuriamoci se essi siano in grado di rendersene conto!) sia quello di vedere il vento secessionista, che sta soffiando nella regione del Veneto, espandersi in tutto il paese e mettere a repentaglio il potere di chi oggi attanaglia gli inermi italiani. Lo stato vuole punirne uno (il popolo veneto) per educarne cento (il resto del popolo italiano).

Lo stato ha paura... non per i cittadini, ma solo per sé stesso.



Postato il 04/04/2014 | da Pasquale Marinelli | nella categoria Micropost.





veneto.jpg

Venerdì 21 marzo, nella regione del Veneto, si è conclusa la consultazione referendaria attraverso la quale i cittadini veneti sono stati chiamati ad esprimere il proprio consenso alla dichiarazione di indipendenza del Veneto dallo stato italiano. Il popolo veneto ha potuto partecipare a questo referendum attraverso internet, accedendo liberamente al portale web Plebiscito.eu ed esprimendo così la propria preferenza. Più di 2,3 milioni di cittadini hanno votato (il 73,2% degli aventi diritto), prendendo d'assalto non solo il suddetto sito internet ma anche i seggi appositamente allestiti nelle piazze dei comuni della regione. Il comitato promotore dell'iniziativa si è assicurato di acquisire l'opinione di tutti i cittadini aventi diritto di voto in Veneto, così come essi risultano presso l'anagrafe degli uffici elettorali della regione. Il comitato ha decretato la vittoria del "Sì" con l'89% dei voti. Una delegazione è stata costituita, la quale dovrà dichiarare il Veneto indipendente e condurre le operazioni necessarie per realizzare il volere di 2 milioni di veneti.

Ovviamente, la consultazione non ha alcun valore legale secondo le leggi dello stato italiano (l'art. 5 della Costituzione italiana è inequivocabile), ma ciò non significa che sia da considerarsi illegittima l'intenzione di un popolo ad autodeterminarsi; ciò lo prevede l'ONU, che sancisce il principio dell'autodeterminazione dei popoli nel suo statuto; paradossalmente, lo prevede anche lo stesso stato italiano con la legge n. 881/1977. L’autodeterminazione e la secessione sono diritti naturali dell’uomo e sono quelli a cui si ispira questo movimento indipendentista. Non si può prescindere dal riconoscerli se si vuole una società veramente libera. Si consideri, infine, che sulla strada dell'indipendenza si sono avviate altre due realtà europee: la Catalogna e la Scozia. In Italia, anche il Friuli sarebbe intenzionato a seguire l'esempio veneto.

Trovo entusiasmante la prova di forza dei veneti ed esemplare la determinazione da essi espressa fino ad ora, e nei modi (assolutamente pacifici) e nella metodologia applicata, per raggiungere l'obiettivo di indipendenza da uno stato canaglia, il quale non è in grado di provvedere per il futuro dei suoi cittadini.

Devo anche dire che inizialmente ero un po' perplesso. Per una semplice ragione: in rete ho trovato pochi documenti nei quali si illustrassero come si immagina il futuro di uno stato veneto indipendente. Per quanto siano state sufficientemente spiegate le ragioni del diritto del Veneto ad autodeterminarsi (tutti sacrosantamente condivise dal sottoscritto), non si trovano dichiarazioni circa quale alternativa di stato i veneti immaginano, su quali principi ergerebbero la struttura organizzativa del popolo veneto indipendente. Insomma, nel caso in cui ottenesse l'indipendenza, il Veneto su quali presupposti si riorganizzerebbe? I veneti che hanno votato per il "Sì", sono consapevoli di cosa accadrebbe all'indomani dell'indipendenza?

Anche perché, il deludente epilogo delle mire indipendentiste della Lega Nord le abbiamo viste: erano solo chiacchiere e niente fatti.

Invece, è notizia di questi giorni quella secondo la quale la delegazione del comitato che ha indetto il referendum, all'indomani del risultato del voto, si sarebbe messa subito al lavoro per studiare la possibile riorganizzazione del popolo veneto indipendente. Inoltre, il comitato organizzatore si rende disponibile a condividere il know-how, acquisito dall’esperienza finora condotta, con i popoli i quali desiderino  intraprendere anch’essi la strada dell’indipendenza dallo stato italiano.

In conclusione, un plauso alla presa di posizione del Veneto, che in questo modo accoglie in Italia il vento di indipendenza che soffia d’oltralpe e che spero possa soffiare anche più giù, fino alle regioni più meridionali del paese, perché ritengo che la scelta dell'indipendenza sia la più valida escogitazione politica rimasta per i cittadini affinché essi possano riprendersi, non solo il loro presente, ma anche il loro futuro. Se si continua a sperare nello stato italiano affinché risolva i problemi che esso ha causato, potete stare freschi, cari italiani! I veneti lo hanno capito e sembrano pronti a riprendersi le loro responsabilità su come vivere il proprio territorio.



Postato il 26/03/2014 | da Pasquale Marinelli | nella categoria Micropost.





 

Micropost precedenti



Tassare i BOT? No, tassare le "rendite pure"

Sospesa la ritenuta d'acconto sui bonifici dall'estero

Prepotenza di stato

Bonifici dall'estero: tassa del 20%

 

 

Ultimi commenti

hector [16/04/2014] scrive: Il "bello" non era riferito a lei come persona (nemmeno io la conosco e in quanto ad educazione con le persone che non conosco uso il "lei" e non il "tu", tsnto per chiarire) ma alle considerazioni che lei ha fatto sulla Germania che sembra sia la vittima di questa forzata convivenza nella moneta unica. Inoltre lei si permette di darmi dell'ignorante e di esprimere congetture sconnesse e demagogiche. Non raccolgo, non e non le rispondo nemmeno più nel merito perchè ho capito che lei è un intollerante delle idee altrui. Vada pure a far il ministro dell'ecenomia della nuova Repubblica Veneta e applichi le sue care teorie della scuola austriaca, del resto non furono loro nel 1797 ad amnnettersi la Serenissima ? Vai al post

pasquale [16/04/2014] scrive: "ah bello" a me? Ma chi ti conosce, hector? L'educazione prima di tutto; mi raccomando.
Non è la moneta la variabile che permette ad uno stato di farsi finanziare a costi più o meno alti: studia meglio l'economia!
Inoltre, le cause che attribuisci ai problemi per i quali oggi peniamo, sono tue congetture; sconnesse tra loro, fra l'altro.
Preferisco commenti argomentati e non fiumi di demagogia che non servono a nulla.
Per quanto riguarda la questione veneta (anche se non è oggetto di questo post) dico solo: ognuno è libero di pensare come vuole; di conseguenza, che i veneti siano lasciati liberi di pensarla e di determinarsi come vogliono. Vai al post

hector [15/04/2014] scrive: Ah bello, si vuol far passare la Germania come la vittima delle estorsioni dei PIGS...ma nessun accenno al fatto che la Germania si finanzi a tassi molto più bassi che i nostri (il famoso spread) pur con la stessa moneta, che con la crisi dell'eurozona facendo pagare agli stati ovvero a tutti noi contribuenti si sono salvate principalmente le banche tedesche che hanno potuto far rientrare i loro capitali allegramente prestati ai paesi periferici, vedi Spagna e Grecia, che la Germania abbia guardato solo e sempre ai suoi interessi e che volle a tutti i costi l'Italia nell'euro perchè temeva la concorrenza delle nostre PMI che poi ha distrutto con questa moneta e potrei continuare... Ma per favore !!!
Poi noi avremmo tutti i nostri difetti, o meglio i notri politicanti per essere precisi, sono d'accordo ma l'euro ha fatto arricchire i più forti e penalizzato i più deboli, questo è il risultato. Ora nessuno più sa quali pesci pigliare per uscire da questa sciagura di una moneta unica per paesi diversi e non solidali, bisognava pensarci prima prima di fare un simile errore ! L'euro invece di unire i popoli europei li sta dividendo, vedo qui a fianco un inno all'indipendenza del Veneto. Bel risultato, e i Veneti cosa vogliono ora i ducati o gli zecchini ?
Inoltre vedi qui a fianco un inno alla Vai al post

Paolo45 [06/04/2014] scrive: lo stato non avrebbe paura? e allora perché esso si sarebbe preso la briga di trovare scuse ridicole per arrestare chi non ha commesso un solo atto il quale possa aver danneggiato, neanche lontanamente, il prossimo?
Certo che in Italia ce ne sono di babbei che ignorano l'evidenza!!! Vai al post

sinfonia792 [06/04/2014] scrive: per melodia792: zitto/a SERVO/A!!! Tu sei ridicolo/a e ignorante, considerato che probabilmente continui a firmarti con una X nelle cabine elettorali italiote. Vai al post


Le battaglie del blog


Contante Libero


I portali del blog

botton02

Ultimi post inseriti:

Un misuratore di dolore
Che forma ha l'amore?
I nostri eroi

 

 

 

© 2008-2014 MarneviBlog 2.0 by Pasquale Marinelli - Tutti i diritti sono riservati | Designed by Pasquale Marinelli | Diffusione dei contenuti | Privacy |
loghi creati il 24/04/2011 | ® registrati il 06/06/2011 | pubblicati il 06/06/2011 | Autore: Pasquale Marinelli | © Titolare del copyright: Pasquale Marinelli | Limiti di utilizzo