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stampa Auguro a tutti voi ogni felicità!

natale.jpg

Come dice Luca in Natale in Casa Cupiello "Eh ….. Questo Natale si è presentato come comanda Iddio. Co’ tutti i sentimenti si è presentato, d’altronde lo deve fare è il mese suo." 

Quest'anno ha dato il meglio di sè, abbiamo superato la fine del mondo, abbiamo superato, almeno per un anno, le difficoltà economiche-sociali. 
Per questo auguro a tutti voi un Natale ricco di felicità, ed un Nuovo Anno pieno di soddisfazioni.

Vi lascio un consiglio tratto da la bohème decidete voi se sia giusto seguirlo ;)

"Come? … pranzare in casa? Pranzare in casa è male Oggi ch'è la vigilia di Natale! Mentre il Quartiere Latino le sue vie. Addobba di salsicce e leccornie? Mentre un olezzo di frittelle imbalsama. Le vecchie strade? È il dì della vigilia! Là le ragazze cantano contente ed han per eco ognuna uno studente! Un po' di religione, o miei signori: si beva in casa, ma si pranzi fuori."









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Postato il 23/12/2012 da Annalisa Berardi nella categoria Teatro


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Micropost

consiglio.jpg

E' stato appena deliberato dal consiglio dei ministri il contenuto dei punti riguardanti il cosiddetto "decreto del fare". Leggi qui il testo integrale. Vi dirò la verità, ero scettico sulla buona sostanza di questo provvedimento, non tanto per il pregiudizio che nutro nei confronti dell'attuale esecutivo, ma per il curioso nome attribuito al decreto "decreto del fare", che esprime un intento (il fare) ma trascura di comunicare come fare (fare bene o fare male?), lasciando così intendere che l'importanza del provvedimento sia solo quello di fare qualcosa, a prescindere che lo si faccia bene o male. Infatti, per quanto condivisibili siano i punti del decreto in cui vengono ridotte le procedure burocratiche, aumentata la liberalizzazione del settore energetico, multata la P.A. per i ritardi dei suoi pagamenti, riduzione fiscale al settore della nautica e la liberalizzazione dell’accesso a Internet tramite le connessioni wi-fi, ritengo che sia stata persa un'altra occasione per affrontare seriamente la risoluzione dei problemi italiani. Infatti, il decreto non dispone nulla di significativo sul taglio della spesa pubblica e non spende più di una parola (o due) sulla riduzione della pressione fiscale. In alcuni settori, le uscite pubbliche vengono destinate in maniera leggermente diversa rispetto a prima, i costi fiscali vengono trasferiti da un soggetto all’altro, l'IMU resta ancora in vigore anche se parzialmente sospesa (ma non avevano detto di eliminarla?) e l'aumento dell'IVA, previsto per il prossimo mese, non è stato scongiurato. Con simili provvedimenti, questi ministri continuano a credere di potercela dare a bere con la storia dei loro presunti intenti sul bene comune. In effetti, hanno tutte le ragioni per essere sicuri che gli italiani si lascino abbindolare; fino a quando il 75% degli italiani si reca ancora alle urne, nonostante la palese incapacità di chi propone loro un'offerta politica in grado di mantenere le promesse elettorali, di cosa dovrebbero avere paura questi politici?



Postato il 17/06/2013 | da Pasquale Marinelli | nella categoria Micropost.





matita.jpg

Li senti al bar, li senti nel treno. Ma li leggi anche su facebook e sui giornali. Ancora tanti italiani che, all'indomani delle elezioni, sprecano il loro fiato inneggiando la coalizione vincente per essersi imposta su tutti, che scherniscono gli sconfitti per la sonora batosta subita, altri ancora che sminuiscono la vittoria degli avversari. Poi c'è chi, riconoscendo la sconfitta, invita i vertici della coalizione perdente a prendersi le proprie responsabilità e chi "urla" che vi sarebbe aria di cambiamento. A questi italiani basta che cambi la faccia di chi li governa per credere che in Italia cambi qualcosa. Cari lettori del blog, una sola cosa emerge di significativo dalle recenti elezioni amministrative 2013: i non votanti del primo turno sono stati il 37,62% degli aventi diritto (un incremento del 14,78% rispetto alle passate amministrative). Invece, in occasione del secondo turno, gli aventi diritto che non si sono presentati alle urne costituiscono il 51,49% (più della metà non è andata più a votare). Oggi come oggi, questi sono i veri segnali di voglia di cambiamento degli italiani, e non l'inversione di tendenza degli esiti elettorali. Infatti, sempre più gente sceglie di non legittimare più i governi di questo sistema politico, non recandosi alle urne e, quindi, i cittadini italiani votano sempre meno. Discorsi su chi abbia vinto o perso le elezioni non servono a nulla. Non è più sufficiente che cambino le persone al governo perché la situazione politica ed economica migliori, è indispensabile che cambi l'idea di come si vive e ci si organizza in una comunità. Che al potere salga Tizio, piuttosto che Caio, è ormai solo una questione di sterile alternanza fra soggetti figli del sistema già corrotto e da cambiare. Coalizioni di destra o di sinistra non cambieranno il sistema che un numero crescente di italiani desidererebbe invece che cambi. Perché, come coloro che oggi lasciano il governo dei rispettivi comuni, anche quelli che ora li sostituiscono sono in quel sistema; non ne sono fuori. Anzi, essi, per il solo fatto di essersi candidati al gioco delle elezioni, sono diventati il sistema; quello che è democraticamente farlocco, anti meritocratico, disprezzante della proprietà privata e della libertà degli individui. In un contesto in cui sempre più italiani non partecipano più alle votazioni, ci vorrà sempre più coraggio per chi osa governare in Italia.



Postato il 12/06/2013 | da Pasquale Marinelli | nella categoria Micropost.





 

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Ultimi commenti

carlo [12/06/2013] scrive: Non votanti, lamentatevi con chi è stato eletto dalla minoranza degli elettori. Solo così vi riconoscerete. Dicono che chi non vota poi non si dovrebbe lamentare; lo dicono perché, se i non votanti si lamentassero e fossero in tanti, per chi è stato eletto dalla minoranza dei cittadini ci sarebbe da aver paura di chi, astenendosi, non li ha legittimati ad amministrarli e ha dimostrato di rifiutare il sistema... Vai al post

carlo [12/06/2013] scrive: più della metà degli italiani non ha scelto il sindaco che deve amministrare la loro città. E se questi si ribellassero alle disposizioni di chi è stato eletto da una minima parte dei cittadini? E se tutti questi non votanti si rifiutassero di obbedirgli, così come si sono già rifiutati di andare a votare? Che si fa? Li si arresterebbe tutti? O li si giustizierebbe? Eh già, se i non votanti sapessero che stanno diventando così tanti, cosa non combinerebbero! Devono solo riconoscersi fra loro... Vai al post

Giovanni [24/05/2013] scrive: Buonasera, volevo sapere come si fa a sapere se un btp ha il vincolo delle clausole di azione collettiva (cacs)? Grazie Vai al post


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