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stampa In 1001 per la Convention di Contante Libero

contantelibero-125x125.png

Cari lettori, l'iniziativa Contante Libero sta riscuotendo tantissimo successo sulla rete. Dopo la conferenza stampa dello scorso 16 gennaio, testate giornalistiche nazionali e TV locali si stanno progressivamente interessando a questa civile compagna di informazione. Ma non basta. 102 blog e oltre 11.000 firme in difesa del Contante Libero meritano maggiore attenzione, per questo, una grande manifestazione di massa è stata organizzata per domenica 10 febbraio 2013, ore 14.00, allo Zan Hotel, Via Saliceto n. 8 a Bentivoglio (BOLOGNA).

Contante Libero, sito ed iniziativa sorti con il preciso scopo di sostenere il legittimo utilizzo del denaro contante, terrà il giorno 10 febbraio, dalle ore 14.00 alle ore 19.00 presso lo Zan Hotel, Via Saliceto n. 8 a Bentivoglio (BO), la grande Convention per il Contante Libero. Per questo evento sono a disposizione 1.001 posti a sedere. Comunicheremo quanto prima il programma dell’evento e l’elenco completo dei blog partecipanti all’iniziativa. L’evento è gratuito, per prenotarsi è necessario mandare una mail a

contanteliberobologna@ gmail.com

indicando:

- NOME 

- COGNOME

- RECAPITO TELEFONICO

- BLOG DI RIFERIMENTO: Il Blog di Pasquale Marinelli (www.pasqualemarinelli.com)

Contatti:

contatti@contantelibero.it

www.contantelibero.it









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Postato il 23/01/2013 da Pasquale Marinelli nella categoria Micropost


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Micropost

disoccupazione.jpg

Secondo l'ISTAT, a marzo 2013 il tasso di disoccupazione è dell’11,5% (1,1% in più  rispetto ad un anno fa). La disoccupazione giovanile è del 38,4% (3,2% in più rispetto ad un anno fa). Purtroppo non andrà meglio. La banca centrale continua a giocare con i tassi di interesse e a distorcere i valori economici, facendo sbandare bruscamente le singole attività economiche. Gli istituti bancari sono sempre meno intermediari fra i risparmiatori e gli investitori e sempre più giocatori d'azzardo sui mercati finanziari (con i soldi degli altri). I governi non riducono significativamente la spesa pubblica. Per questo motivo, si tartassano i cittadini lavoratori (sempre più pochi) e lo stato continua ad occuparsi, attraverso i monopoli, dell'offerta dei servizi che esso non è in grado di gestire efficacemente così come invece riuscirebbe a garantire l’iniziativa privata. I sindacati, da parte loro, hanno ormai abbandonato la loro semplice funzione di rappresentanza dei lavoratori, per consolidare sempre di più quello di partito politico, che riesce ad imporre privilegi ultraterreni ad una categoria sociale, in concerto coi partiti tradizionali, i quali sono sempre a caccia di voti. Come si può pensare di determinare più occupazione se tutto ciò resta ancora inalterato? Come si è potuto credere che fosse necessario scrivere sulla costituzione che la repubblica italiana sia una repubblica fondata sul lavoro, perché quest'ultimo potesse essere garantito? L’occupazione al lavoro io la vedo come una condanna per l’uomo. Purtroppo, essa grava su ognuno, nessuno escluso. Questo mondo funziona così; non ci si può fare nulla! Come qualsiasi condanna emessa, questa è già di per sé garantita (la Sacra Bibbia docet: Genesi 3:17-19). Cos'altro si sarebbe voluto garantire sulla costituzione? Si è voluto garantire una condanna già garantita per definizione. Un assurdo. Forse hanno creduto che fosse lo stato ad avere il compito di fare in modo che questa condanna fosse sempre eseguita. Ma mi chiedo, si potrebbe mai fondare un paese su una condanna all’umanità, attribuendo allo stato il ruolo del boia? Io vedo solo uno stato il quale, grazie all'espediente sancito nella costituzione, è riuscito a trasformare ciò che sarebbe una condanna in un diritto dell’uomo, facendo diventare legittima l’imposizione ad un paese di sostenere (con le tasse), per sole finalità di conservazione dei poteri politici, assunzioni di lavoratori (i quali sono contemporaneamente elettori compiacenti) inutili al reale fabbisogno della collettività. E ciò accade ogni qualvolta sia ritenuto presumibilmente necessario. Ma necessario per chi? Non di certo per la collettività, allorquando lo stato crea posti di lavoro a prescindere dalle reali esigenze del paese, determinando così gli sprechi pubblici, mentre preferisce non eliminare gli ostacoli fiscali e burocratici, non garantire i veri diritti come la proprietà privata di ogni singolo cittadino. Rimuovendo tali ultime inerzie, lo stato determinerebbe veramente una maggiore, ma soprattutto più utile, occupazione al lavoro. Contrariamente, lo stato induce i cittadini a privarsi delle risorse necessarie per nuovi e più profiqui investimenti, i quali genererebbero le oppurtunità necessarie per incrementare l'occupazione al lavoro. Purtroppo lo stato, atutto ciò, preferisce mantenere una schiera di lavoratori, impegnati ai pubblici lavori, che risultano essere inefficienti e inutili per la collettività. Con una repubblica italiana fondata sulla condanna al lavoro, cosa vi aspettavate? Che sarebbe andata sempre meglio?



Postato il 22/05/2013 | da Pasquale Marinelli | nella categoria Micropost.





conti.jpg

Osserviamo brevemente la situazione italiana nel primo trimestre 2013, consultando i recenti dati ISTAT e Bankitalia:

-   Debito pubblico: 2.035 miliardi di euro nel primo trimestre 2013. Pensate un po’, dal 2000 esso è aumentato del 56,48%. In soli tre mesi, l’Italia si è indebitata più della metà di quanto si sia indebitata nel 2012. E poi parlano di austerity! Lo stato, il soggetto che più di tutti dovrebbe essere soggetto alle politiche di austerity, a conti fatti, non si contiene per nulla e continua a spendere più di quanto che incassa.

-   Titoli di stato in circolazione: 1.695 miliardi di euro a fine marzo 2013. Come previsto a dicembre dell’anno scorso (leggi qui), fino a febbraio 2013 l’ammontare dei titoli di stato è diminuito solo provvisoriamente, per poi riprendere a crescere a marzo 2013. Ricordatevi, dal 2013, i nuovi titoli di stato non sono più garantiti. Questo perché essi riportano le clausole CACs (leggi qui cosa sono). Inoltre, si noti che la pressione sui tassi di rendimento dei nostri titoli di stato è diminuita (per i BTP, lo stato oggi paga mediamente il 3,87%, mentre a novembre 2011 esso pagava più del 6,50%). Ciò non perché l’Italia sia ritenuta più affidabile di prima, ma solo perché favorita dalle operazioni di finanziamento del sistema bancario da parte della BCE e dalla speculazione di Giappone e USA, i quali stanno svalutando le proprie valute e acquistando titoli europei.

-   PIL: per sette trimestri consecutivi esso è in discesa libera, attestandosi a 1.566 miliardi di euro a marzo 2013 (-2,3% rispetto all’anno scorso). Contrariamente a quanto si crede, esso è l’unico dato non del tutto negativo. Ciò perché esso ci informa che, per fortuna, la nostra economia non è sempre più affogata da banconote emesse dal nulla. Questo non è difficile crederlo, considerato che quelle prodotte ad oltranza dalla BCE restano parcheggiate nelle “casseforti” delle banche (le quali continuano a non effettuare prestiti alle imprese) oppure che esse circolano nel solo mercato finanziario (ancora per il momento). Di conseguenza, l’unica causa del crollo del PIL è la riduzione dei consumi degli italiani, i quali stanno acquistando i beni e i servizi che davvero abbisognano e respingendo quelli inutili e inefficienti. Insomma, è in atto una fase di spurgo degli eccessi della nostra economia.

-   Tasso di inflazione: esso è dell’1,3% a fine marzo 2013 (+1% dall’inizio dell’anno). In 8 anni, il potere d’acquisto delle famiglie italiane è calato del 20% circa. Quindi, l’euro si svaluta costantemente anno dopo anno (purtroppo), ma per ora ad un ritmo molto lento (per fortuna).

-   Tasso di disoccupazione: a marzo 2013 esso si attesta a 11,5% (quello giovanile al 38,4%). La disoccupazione è aumentata dell’1,1% in un anno.

Alla luce di tutto ciò, i nostri politici cosa fanno? Discutono ancora sull’eliminazione sì o l’eliminazione no dell’IMU (eliminazione sì, è ovvio, di cos’altro si deve discutere?). Inoltre essi si domandano se tizio, oppure caio, andrà in galera oppure no, se ostacolare la libera espressione sul web oppure no; mamma mia, in che mani è il nostro futuro!



Postato il 18/05/2013 | da Pasquale Marinelli | nella categoria Micropost.





 

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Vecchi ignoranti contro il Web

Governo Letta. Che strana la democrazia!

Napolitano bis. La democrazia non funziona

 

 

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Giovanni [24/05/2013] scrive: Buonasera, volevo sapere come si fa a sapere se un btp ha il vincolo delle clausole di azione collettiva (cacs)? Grazie Vai al post

GIUSEPPINA [23/05/2013] scrive: Che bello il lavoro!
Tanto impegno prima di iniziare:
per essere adeguata
per lavorare bene
per scegliere un lavoro migliore
per non privarsi delle cose importanti
per non privare gli altri che ti amano.
E poi lavorare
non solo:
studiare e lavorare
per non regredire
per progredire
per esserci
per poter dire
per fare bene
per far lavorare bene
per far lavorare meno.
E poi lavorare
non solo:
insegnare a lavorare
per pensare agli altri che lavorano
per aiutarli a migliorare
per essere gratificati.
E poi lavorare
non solo per guadagnare ma
per sapere
per progettare
per vivere. Vai al post

M [16/05/2013] scrive: Grazie per la chiarezza dell'esposizione.

Mi chiedo: possibile che in Parlamento nessuno denunci questa politica dannosa per i Cittadini? Possibile che i tanti suicidi non provocano alcun rimorso nella coscienza di coloro che governano l'economia europea? E' possibile che non c'è un economista a livello internazionale che denunci l'affarismo e, diciamolo pure, la disonestà gestionale economica in cui ci hanno buttato? Perchè il mondo politico non chiede il cambio dei vertici economici europei in quanto incapaci e responsabili di una gestione fallimentare?
Si doveva aspettare Papa Francesco per denunciare in poche e telegrafiche parole il male della dittatura del denaro e il silenzio dei "cattolici da salotto"? Vai al post


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