REGISTRATI   LOG IN
twitter google+ rss
  Home | Chi sono | Leggere Orme | Contatti | Plugin | Help |
  sito di Cultura Economica
 
 

Categorie > Tutti i post | Cultura | Economia | Politica | Comunicazioni

 
stampa Reddito minimo di cittadinanza

borsellino.jpg

Vincenzo è un lettore del Blog e ha chiesto una mia opinione sulla proposta elettorale del Movimento 5 Stelle (M5S), riguardante il "reddito minimo di cittadinanza". Innanzitutto, bisognerebbe chiedere al M5S cosa si debba esattamente intendere con questa sua proposta, vista la molteplicità di interpretazioni diramate dai suoi stessi esponenti, e con quali soldi intenderebbe realizzarla; se con maggiori tasse, con ulteriore debito, o destinando diversamente le già opprimenti tasse, senza per questo diminuirle. È oltre modo intuibile che il "reddito minimo di cittadinanza" dovrebbe consistere nel riconoscimento, da parte dello stato, di un presunto diritto del cittadino ad avere un reddito minimo di sussistenza, laddove egli non abbia la possibilità di ottenerlo diversamente. Qualunque fosse la modalità di riconoscimento di questo reddito minimo e la sua erogazione al cittadino richiedente, un simile provvedimento provocherebbe, da un lato un incremento degli stipendi, dall'altro lato, purtroppo, un incremento della disoccupazione e dei prezzi. Faccio un esempio. Se il reddito di cittadinanza fosse fissato, per decreto, a 900 euro, lo stato quantificherebbe a tale ammontare la soglia di indifferenza per cui un cittadino riterrebbe indifferente lavorare oppure no. Ciò significa che le imprese (le quali prima sostenevano un costo per il personale inferiore a questa soglia), al fine di rendere più conveniente ad una persona la scelta di accettare un'offerta lavorativa anziché starsene a casa e percepire comunque un reddito dallo stato, si ritroverebbero costretti a riconoscere ai lavoratori uno stipendio superiore ai 900 euro che lo stato già garantirebbe. Però, se le stesse imprese trovassero sconveniente continuare a produrre, in un contesto dove i costi per le risorse umane devono essere necessariamente aumentati, esse potrebbero decidere di tagliare il personale in forza, interrompere le nuove assunzioni, o addirittura chiudere l'attività, provocando così, non solo disoccupazione, ma anche una tendenziale diminuzione dell'offerta di beni e servizi, la quale diventerebbe la causa dell'aumento dei loro prezzi di vendita. Ciò perché questi beni e servizi sarebbero offerti in minore quantità, da un numero inferiore di imprese attive, aventi una più bassa capacità produttiva. In definitiva, con 900 euro, ci sarebbe sempre meno benessere da poter acquistare. Ciò si verificherebbe perché l'incremento dei salari non avrebbe alcuna giustificazione economica per le aziende (infatti, l'incremento della paga dei dipendenti prescinderebbe dal fatto che le aziende abbiano aumentato o meno i propri ricavi). Alternativamente, può accadere anche che l'azienda, al fine di coprire l'aumento del costo del personale, laddove le sia concesso un certo margine di intervento, si trovi costretta ad intensificare la produttività e tentare poi di spingere le vendite, contando sui vantaggi dell'economia di scala, stimolando però il consumismo sfrenato (quel fenomeno che tanto condanna il M5S, ma che con questa proposta alimenterebbe). Oppure, le aziende potrebbero applicare la soluzione più facile e veloce: ossia, aumentare deliberatamente i prezzi di vendita della loro produzione. Si comprende bene che, comunque sia, nel lungo periodo, la proposta del M5S, provocando un incremento dei prezzi di mercato, renderebbe vano e socialmente doloroso lo sforzo iniziale di determinare un reddito minimo, il quale non sarebbe più sufficiente a garantire la sussistenza degli aventi diritto, perché il costo della vita sarebbe ormai aumentato. Quindi, il reddito minimo di cittadinanza costerebbe, non solo in termini fiscali (far pagare le tasse a coloro che lavorano e che si rendono utili alla società, per mantenere chi invece non lavora), ma anche in termini sociali (disincentivo a lavorare e a servire la comunità di appartenenza per migliorarla) e di maggiore costo della vita (aumento dei prezzi dei beni e servizi sul mercato, senza che ciò sia giustificato da un effettivo aumento della ricchezza della società). Dopo il drammatico crollo del socialismo, si dovrebbe dare per acquisito che, su questa terra, pasti gratis non esistono e che, per risolvere i problemi, bisogna intervenire sulle cause di essi, non sulle conseguenze. A quanto pare, il M5S non lo ha ancora capito.







8 Commenti
Postato il 14/03/2013 da Pasquale Marinelli nella categoria Comunicazioni


Andrea [08/04/2013 02:36] scrive:
prima o poi un grillino doveva capitare anche nel tuo blog, caro Pasquale. Che ci vuoi fare? Il libero scambio (ovvero, il capitalismo) stimola il cambiamento consente un tournover di coloro che possono avere successo sul mercato.
Lo stato è invece ostile al cambiamento. Il modo per arrestare il cambiamento sarebbe proprio la redistribuzione imprevedibile del benessere e lo stato costituisce il pedale del freno (indiscutibile - poveri noi!) alle opportunità di successo di tutti i cittadini. I potenti della finanza e i banchieri di inizio del secolo scorso, conoscevano meglio di tutti cosa succedeva all'economnia e sapevano benissimo che il loro potere può essere messo in discussione da quel libero mercato che inizialmente consentì al loro genio di prevalere. Poi hanno dovuto corrompere e corrompersi, per acquisire i privilegi di stato che garantissero loro la supremazia acquisita. Quest'ultimo è ciò che non va e che l'intervento di marco non considera in profondità, sventolando toppe a colori (e non soluzioni ai veri problemi) per un tessuto sfibrato e macero, che andrebbe ormai sostituito
pasquale [07/04/2013 16:43] scrive:
Ciao marco, grazie per il tuo commento sul mio modesto blog. Ti ringrazio perché mi dai l’occasione per ribadire una cosa. I termini da usare in questo sito vanno moderati: questo non è il blog di beppe grillo, dove puoi sproloquiare sui temi affrontati, giudicandoli solo perché non sono in linea con il tuo pensiero. Puoi discuterli, ma non giudicarli (tieni ben a mente questa differenza, perché è una delle basi del rispetto nei confronti delle altre persone). Quindi, chi voto (se voto) sono affari miei, se permetti! E di tacere non ho la benché minima intenzione, nemmeno se qualcuno me lo intimasse.
stefania s. [07/04/2013 16:06] scrive:
caro marco, ci citi quali paesi (possibilmente, con quale governo, con quale economista e con un esempio) avrebbero seguito e applicato "per oltre 100 anni" (come scrivi tu) le teorie della scuola austriaca? Illuminaci perché, questa tua, è curiosa come affermazione!
stefania s. [07/04/2013 16:02] scrive:
ma poi, caro marco, che cavolo c'entra il capitalismo con la causa che accentra i denari nelle tasche di pochi. Se ciò avviene è solo perché esiste una forza sociale al di sopra delle altre (lo stato) che può imporre la redistribuzione dei soldi e la loro concentrazione a favore di certe categorie sociali, piuttosto che ad altre. Tu nomini Stiglitz; Pasquale Marinelli scrisse in un suo bellissimo post "Se il 10 dicembre del 2001 il premio Nobel per l’economia doveva essere assegnato a tale Joseph Stiglitz, tanto valeva darlo a chiunque quel giorno si stesse sbronzando in uno scolatoio qualsiasi di Stoccolma!"
roberto [07/04/2013 15:54] scrive:
caro marco, ma lei dove le studia tutte queste cavolate che ha scritto. Non sa cosa sia l'inflazione e confonde, barbaramente, la scuola austriaca con le teorie che hanno provocato, non solo l'attuale crisi, ma anche quelle succedutesi in più di un secolo; ossia le teorie keynesiane. Lei scrive "capitalismo socialdemocratico di coesione sociale": non dorme la notte per inventarsi certi termini? Io lavoro, mi sudo i miei 2.600 euro al mese (non li rubo come fa qualcun altro) e non voglio essere obbligato a pagare le tasse per dare un "reddito minimo" a chissà chi. Faccio la beneficenza, ma la voglio fare a chi dico io e come dico io. Lo stato non sa meglio di me a chi deve andare la mia attività caritatevole. Di egoista sanno solo le parole che ha vomitato i questi suoi tre commenti.
marco orso [07/04/2013 06:20] scrive:
..che bella cavolata! Ma se non gira un soldo! Dica la verità caro mio!! Sono i soldi ammassati a creare recessioni .L'inflazione non è la quantità di denaro ma essa in relazione a beni e servizi offerti. Se questi danari anzichè conferire beni e servizi si accumulano in poche tasche è la fine.Il reddito minimo permette la sopravvivenza quindi conferisce non solo un bene ma un bene essenziale.Non crea inflazione perciò. Il capitalismo globale non può prescindere dal local, deve darsi una calmata ed essere più a misura d'uomo e non calpestare i diritti umani (Vedasi Africa,America Latina).Un capitalismo socialdemocratico di coesione sociale come in UE.Ue , quella che funziona....non a caso...
marco orso [07/04/2013 06:19] scrive:
La scuola austriaca...lo immaginavo...abbiamo ammirato tutti, voi liberisti, nelle vostre sfumature (tutte provate in oltre 100 anni e fallimentari) in che macello ci avete portato. Lo seppero bene nel 1929 quando per salvarsi anche lì dai macelli di Hoover, gli USA sposarono le teorie keynesiane (di Keynes) con Roosevelt uscendo dal baratro!A quelle è fondata non solo la mia visione pragmatica ma anche i valori fondanti della UE.Socialdemocratici e keynesiani e non liberisti egoisti. Altro che bce dei nostri stivali!Dei non eletti messi lì da forze anti redistributive,dei grossi capitali evasori. Mi raccomando poi...continui a confondere il reddito minimo garantito (per tutti i disoccupati sopra i 18 anni) intitolando il pezzo come reddito da cittadinanza che è altro.L'inflazione poi..
marco orso [07/04/2013 06:02] scrive:
Tutte panzane.C'è in tutta Europa ed è la Cee prima e la UE a confermare che è un DIRITTO.Quale "presunto" come dice lei? L'italiota egoista non sa che senza esso si crea precariato, si fanno fuggire all'estero i cervelli,si mette la gente in mano alle mafie e per di più crolla la domanda.Provoca anche,abolendo la cassa integrazione, i vari indennizzi e parificando le pensioni minime nell'importo una spesadi 4,5 miliardi sostenibilissimi dimezzando spese per armi. Provoca aumento del salario medio e riapertura di attività visto che la gente spenderebbe e uscirebbe dalle gonnelle della mamma molto prima dei 40 anni attuali.Inoltre garantirebbe la possibilità di flessibilizzare sul serio il lavoro ecc Il reddito minimo redistribuisce la ricchezza meglio se sul modello tedesco.Voti Berlusca e taccia se deve disinformare.Si studi la vera legge Biagi e non l'aborto di Maroni/Tremonti e i premi nobel economia Stiglitz e Krugman.Oppure legga il mio sito spread-politica-economia-massoneria.blogspot
.it
Inserisci un commento

Nome:
E-mail: (facoltativo)



Digitare i seguenti caratteri:
Security Image


| Dimenticami
Content Management Powered by CuteNews

 

Cerca sul Blog

Ricerca avanzata

Iscriviti alla Newsletter del Blog

 

Inserisci il tuo indirizzo Email:



Vorrei ricevere informazioni circa:
Tutto
Cultura
Economia
Leggere Orme
Politica

Ultimi Commenti
 
pasquale [30/11/2014] scrive: gentilissimo sig. Vito, portare i soldi all'estero è LEGALISSIMO. Lo può fare qualunque cittadino. Almeno, per ora!
Purché dichiari periodicamente allo stato l'entità dei suoi depositi all'estero nella propria dichiarazione dei redditi e ne giustifichi la provenienza.
Se invece il cittadino non è più residente in Italia, non ha quest'obbligo.
Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti in merito. Vai al post

vito [26/11/2014] scrive: Premesso: non sono un economista.
Domanda: la Fiat si è trasferita all'estero (penso secondo "la libera circolazione dei capitali"). Può allora un cittadino italiano portare soldi all'estero? (Mi sembra di no!)
Conseguenza: la legge non è uguale per tutti?
Grazie per il chiarimento Vai al post

Gian [20/11/2014] scrive: Ma quale fallimento! Non diciamo piddinate!
Se il PIL del Giappone cala non è di certo dovuto alle politiche Keynesiane, anzi!
Leggi qua http://scenarieconomici.it/calo-del-pil-in-giappone-probabili-ripercuss
ioni-negative-in-europa/

Per commentare sti dati bisogna anche aver un po' di cognizione di causa. Vai al post

Luca [20/11/2014] scrive: mi viene da pensare...se le politiche neokeybesiane non vanno...neoclassici e seguaci di chicago altrettanto (perlomeno dalle nostre parti in europa, ma anche in america non sono tutte rose e fiori) visti i risultati di questi ultimi anni a che santo bisogna votarsi?!?!? La crisi che stiamo vivendo ha sicuramente mandato "in crisi" molte teorie economiche che andrebbero sicuramente ripensate. Vai al post

Martina77 [30/10/2014] scrive: Gli italiani hanno memoria cortissima: quando esco neppure ricordano del governo Letta,figuriamoci del 1992,da dove tutto è partito (e l'Euro non c'era).A questo punto della situazione il ritorno ad un'altra valuta sarebbe una incognità asssoluta,forse perché il tutto andava previsto molto prima e non adesso,ma prima andava bene a tutti.
A volte,sentendo certi discorsi mi sento disorientata: la gente non pensa,ripete. Vai al post

Le Battaglie del Blog

 

Contante Libero

 

I Portali del Blog

 

Ultimi post inseriti:

Un misuratore di dolore
Che forma ha l'amore?
I nostri eroi

Link Amici
 
Segui il blog:
EconoMia & Finanza
LunarPages.com
CutePHP.com
Altervista.org
Histats.com
OkNotizie.Alice.it
Segnalo.Alice.it
Fai.Informazione.it
Meemi.com
RuvoDiPugliaWeb.it
PortfolioMagazine.it
RischioCalcolato.it
WallStreetItalia.com
Trend-OnLine.com
Facebook/Bloggeritalia
BorsaWeb.altervista.org
ContanteLibero.it
Diggita  
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog 
Liquida 
Aggregatore 
Blog Directory 
Top 100 Blog 
http://www.wikio.it 
 

 

© 2008-2014 MarneviBlog 1.5 by Pasquale Marinelli - Tutti i diritti sono riservati | Designed by Pasquale Marinelli | Diffusione dei contenuti | Privacy |
loghi creati il 24/04/2011 | ® registrati il 06/06/2011 | pubblicati il 06/06/2011 | Autore: Pasquale Marinelli | © Titolare del copyright: Pasquale Marinelli | Limiti di utilizzo

 

facebook