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stampa Reddito minimo di cittadinanza

borsellino.jpg

Vincenzo è un lettore del Blog e ha chiesto una mia opinione sulla proposta elettorale del Movimento 5 Stelle (M5S), riguardante il "reddito minimo di cittadinanza". Innanzitutto, bisognerebbe chiedere al M5S cosa si debba esattamente intendere con questa sua proposta, vista la molteplicità di interpretazioni diramate dai suoi stessi esponenti, e con quali soldi intenderebbe realizzarla; se con maggiori tasse, con ulteriore debito, o destinando diversamente le già opprimenti tasse, senza per questo diminuirle. È oltre modo intuibile che il "reddito minimo di cittadinanza" dovrebbe consistere nel riconoscimento, da parte dello stato, di un presunto diritto del cittadino ad avere un reddito minimo di sussistenza, laddove egli non abbia la possibilità di ottenerlo diversamente. Qualunque fosse la modalità di riconoscimento di questo reddito minimo e la sua erogazione al cittadino richiedente, un simile provvedimento provocherebbe, da un lato un incremento degli stipendi, dall'altro lato, purtroppo, un incremento della disoccupazione e dei prezzi. Faccio un esempio. Se il reddito di cittadinanza fosse fissato, per decreto, a 900 euro, lo stato quantificherebbe a tale ammontare la soglia di indifferenza per cui un cittadino riterrebbe indifferente lavorare oppure no. Ciò significa che le imprese (le quali prima sostenevano un costo per il personale inferiore a questa soglia), al fine di rendere più conveniente ad una persona la scelta di accettare un'offerta lavorativa anziché starsene a casa e percepire comunque un reddito dallo stato, si ritroverebbero costretti a riconoscere ai lavoratori uno stipendio superiore ai 900 euro che lo stato già garantirebbe. Però, se le stesse imprese trovassero sconveniente continuare a produrre, in un contesto dove i costi per le risorse umane devono essere necessariamente aumentati, esse potrebbero decidere di tagliare il personale in forza, interrompere le nuove assunzioni, o addirittura chiudere l'attività, provocando così, non solo disoccupazione, ma anche una tendenziale diminuzione dell'offerta di beni e servizi, la quale diventerebbe la causa dell'aumento dei loro prezzi di vendita. Ciò perché questi beni e servizi sarebbero offerti in minore quantità, da un numero inferiore di imprese attive, aventi una più bassa capacità produttiva. In definitiva, con 900 euro, ci sarebbe sempre meno benessere da poter acquistare. Ciò si verificherebbe perché l'incremento dei salari non avrebbe alcuna giustificazione economica per le aziende (infatti, l'incremento della paga dei dipendenti prescinderebbe dal fatto che le aziende abbiano aumentato o meno i propri ricavi). Alternativamente, può accadere anche che l'azienda, al fine di coprire l'aumento del costo del personale, laddove le sia concesso un certo margine di intervento, si trovi costretta ad intensificare la produttività e tentare poi di spingere le vendite, contando sui vantaggi dell'economia di scala, stimolando però il consumismo sfrenato (quel fenomeno che tanto condanna il M5S, ma che con questa proposta alimenterebbe). Oppure, le aziende potrebbero applicare la soluzione più facile e veloce: ossia, aumentare deliberatamente i prezzi di vendita della loro produzione. Si comprende bene che, comunque sia, nel lungo periodo, la proposta del M5S, provocando un incremento dei prezzi di mercato, renderebbe vano e socialmente doloroso lo sforzo iniziale di determinare un reddito minimo, il quale non sarebbe più sufficiente a garantire la sussistenza degli aventi diritto, perché il costo della vita sarebbe ormai aumentato. Quindi, il reddito minimo di cittadinanza costerebbe, non solo in termini fiscali (far pagare le tasse a coloro che lavorano e che si rendono utili alla società, per mantenere chi invece non lavora), ma anche in termini sociali (disincentivo a lavorare e a servire la comunità di appartenenza per migliorarla) e di maggiore costo della vita (aumento dei prezzi dei beni e servizi sul mercato, senza che ciò sia giustificato da un effettivo aumento della ricchezza della società). Dopo il drammatico crollo del socialismo, si dovrebbe dare per acquisito che, su questa terra, pasti gratis non esistono e che, per risolvere i problemi, bisogna intervenire sulle cause di essi, non sulle conseguenze. A quanto pare, il M5S non lo ha ancora capito.









8 Commenti
Postato il 14/03/2013 da Pasquale Marinelli nella categoria Micropost


Andrea [08/04/2013 02:36] scrive:
prima o poi un grillino doveva capitare anche nel tuo blog, caro Pasquale. Che ci vuoi fare? Il libero scambio (ovvero, il capitalismo) stimola il cambiamento consente un tournover di coloro che possono avere successo sul mercato.
Lo stato è invece ostile al cambiamento. Il modo per arrestare il cambiamento sarebbe proprio la redistribuzione imprevedibile del benessere e lo stato costituisce il pedale del freno (indiscutibile - poveri noi!) alle opportunità di successo di tutti i cittadini. I potenti della finanza e i banchieri di inizio del secolo scorso, conoscevano meglio di tutti cosa succedeva all'economnia e sapevano benissimo che il loro potere può essere messo in discussione da quel libero mercato che inizialmente consentì al loro genio di prevalere. Poi hanno dovuto corrompere e corrompersi, per acquisire i privilegi di stato che garantissero loro la supremazia acquisita. Quest'ultimo è ciò che non va e che l'intervento di marco non considera in profondità, sventolando toppe a colori (e non soluzioni ai veri problemi) per un tessuto sfibrato e macero, che andrebbe ormai sostituito
pasquale [07/04/2013 16:43] scrive:
Ciao marco, grazie per il tuo commento sul mio modesto blog. Ti ringrazio perché mi dai l’occasione per ribadire una cosa. I termini da usare in questo sito vanno moderati: questo non è il blog di beppe grillo, dove puoi sproloquiare sui temi affrontati, giudicandoli solo perché non sono in linea con il tuo pensiero. Puoi discuterli, ma non giudicarli (tieni ben a mente questa differenza, perché è una delle basi del rispetto nei confronti delle altre persone). Quindi, chi voto (se voto) sono affari miei, se permetti! E di tacere non ho la benché minima intenzione, nemmeno se qualcuno me lo intimasse.
stefania s. [07/04/2013 16:06] scrive:
caro marco, ci citi quali paesi (possibilmente, con quale governo, con quale economista e con un esempio) avrebbero seguito e applicato "per oltre 100 anni" (come scrivi tu) le teorie della scuola austriaca? Illuminaci perché, questa tua, è curiosa come affermazione!
stefania s. [07/04/2013 16:02] scrive:
ma poi, caro marco, che cavolo c'entra il capitalismo con la causa che accentra i denari nelle tasche di pochi. Se ciò avviene è solo perché esiste una forza sociale al di sopra delle altre (lo stato) che può imporre la redistribuzione dei soldi e la loro concentrazione a favore di certe categorie sociali, piuttosto che ad altre. Tu nomini Stiglitz; Pasquale Marinelli scrisse in un suo bellissimo post "Se il 10 dicembre del 2001 il premio Nobel per l’economia doveva essere assegnato a tale Joseph Stiglitz, tanto valeva darlo a chiunque quel giorno si stesse sbronzando in uno scolatoio qualsiasi di Stoccolma!"
roberto [07/04/2013 15:54] scrive:
caro marco, ma lei dove le studia tutte queste cavolate che ha scritto. Non sa cosa sia l'inflazione e confonde, barbaramente, la scuola austriaca con le teorie che hanno provocato, non solo l'attuale crisi, ma anche quelle succedutesi in più di un secolo; ossia le teorie keynesiane. Lei scrive "capitalismo socialdemocratico di coesione sociale": non dorme la notte per inventarsi certi termini? Io lavoro, mi sudo i miei 2.600 euro al mese (non li rubo come fa qualcun altro) e non voglio essere obbligato a pagare le tasse per dare un "reddito minimo" a chissà chi. Faccio la beneficenza, ma la voglio fare a chi dico io e come dico io. Lo stato non sa meglio di me a chi deve andare la mia attività caritatevole. Di egoista sanno solo le parole che ha vomitato i questi suoi tre commenti.
marco orso [07/04/2013 06:20] scrive:
..che bella cavolata! Ma se non gira un soldo! Dica la verità caro mio!! Sono i soldi ammassati a creare recessioni .L'inflazione non è la quantità di denaro ma essa in relazione a beni e servizi offerti. Se questi danari anzichè conferire beni e servizi si accumulano in poche tasche è la fine.Il reddito minimo permette la sopravvivenza quindi conferisce non solo un bene ma un bene essenziale.Non crea inflazione perciò. Il capitalismo globale non può prescindere dal local, deve darsi una calmata ed essere più a misura d'uomo e non calpestare i diritti umani (Vedasi Africa,America Latina).Un capitalismo socialdemocratico di coesione sociale come in UE.Ue , quella che funziona....non a caso...
marco orso [07/04/2013 06:19] scrive:
La scuola austriaca...lo immaginavo...abbiamo ammirato tutti, voi liberisti, nelle vostre sfumature (tutte provate in oltre 100 anni e fallimentari) in che macello ci avete portato. Lo seppero bene nel 1929 quando per salvarsi anche lì dai macelli di Hoover, gli USA sposarono le teorie keynesiane (di Keynes) con Roosevelt uscendo dal baratro!A quelle è fondata non solo la mia visione pragmatica ma anche i valori fondanti della UE.Socialdemocratici e keynesiani e non liberisti egoisti. Altro che bce dei nostri stivali!Dei non eletti messi lì da forze anti redistributive,dei grossi capitali evasori. Mi raccomando poi...continui a confondere il reddito minimo garantito (per tutti i disoccupati sopra i 18 anni) intitolando il pezzo come reddito da cittadinanza che è altro.L'inflazione poi..
marco orso [07/04/2013 06:02] scrive:
Tutte panzane.C'è in tutta Europa ed è la Cee prima e la UE a confermare che è un DIRITTO.Quale "presunto" come dice lei? L'italiota egoista non sa che senza esso si crea precariato, si fanno fuggire all'estero i cervelli,si mette la gente in mano alle mafie e per di più crolla la domanda.Provoca anche,abolendo la cassa integrazione, i vari indennizzi e parificando le pensioni minime nell'importo una spesadi 4,5 miliardi sostenibilissimi dimezzando spese per armi. Provoca aumento del salario medio e riapertura di attività visto che la gente spenderebbe e uscirebbe dalle gonnelle della mamma molto prima dei 40 anni attuali.Inoltre garantirebbe la possibilità di flessibilizzare sul serio il lavoro ecc Il reddito minimo redistribuisce la ricchezza meglio se sul modello tedesco.Voti Berlusca e taccia se deve disinformare.Si studi la vera legge Biagi e non l'aborto di Maroni/Tremonti e i premi nobel economia Stiglitz e Krugman.Oppure legga il mio sito spread-politica-economia-massoneria.blogspot
.it
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Buone notizie. Ricordate la ritenuta del 20% che le banche italiane avrebbero dovuto applicare sui bonifici dall’estero derivanti da redditi di natura finanziaria (leggi qui)? Il decreto legge n. 66/2014 elimina definitivamente questa gabella introdotta sprovvedutamente nel 2013. Riporto testualmente il comma 2 dell’art. 4 E' abrogato il comma 2 dell'articolo 4 del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167 convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227.” Considerato che l’Italia annega sempre di  più in quantità record di debito pubblico, è schiacciata sempre di più da un’incivile pressione fiscale, i cui cittadini lavoratori sono sempre meno e che essa sostiene un sistema bancario e politico sempre più profondamente corrotto, non è molto come provvedimento, bisogna ammetterlo! Però, ogni tanto, una buona notizia è sempre bene darla. E non dite che in questo blog si leggono sempre e solo cose negative.



Postato il 16/07/2014 | da Pasquale Marinelli | nella categoria Micropost.





schiavi.jpg

Gli schiavisti americani dell'800 credevano che se la schiavitù dei neri fosse stata abolita, i commerci sarebbero cessati e che addirittura nessuno più avrebbe raccolto cotone. Quando la schiavitù fu effettivamente abolita, non solo i commerci continuarono ad essere fiorenti, ma anche il cotone continuava ad essere efficientemente raccolto. Fu allora che si rivelò quanta ignoranza pervadeva in un'importante fetta della classe dirigente americana dell'epoca. Stessa cosa accade oggi. La classe dirigente attuale crede ancora, ad esempio,:

- che senza la banca centrale nessuno più avrebbe qualcosa che funga da mezzo di scambio come il denaro;

- che senza aumentare il denaro in circolazione nessuno più godrebbe del progresso;

- che senza lo stato centrale nessuno più vivrebbe in un mondo civile;

- che senza la democrazia rappresentativa nessuno piu godrebbe della libertà;

- che senza la carta costituzionale sopra ogni cosa nessuno più avrebbe diritti e doveri;

- che senza il denaro contante nessuno più evaderebbe le tasse.

Ciò che credevano gli schiavisti, per la maggior parte degli uomini moderni, risulta essere ormai un'idiozia per cui ridere di simili cavernicoli e compatire chi purtroppo ne fu vittima. In futuro, anche le generazioni più progredite di quella attuale rideranno dell'arretratezza di pensiero dell'odierna classe dirigente, anch'essa da considerare cavernicola, e compatiranno coloro che ne saranno state le vittime.



Postato il 03/07/2014 | da Pasquale Marinelli | nella categoria Micropost.





 

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Merkel in lacrime, gli italiani anche!

 

 

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giuseppe [20/07/2014] scrive: se certi atteggiamenti non statuali delle banche tendono a sembrare rapine pechè non se ne occupa la procura esendo gli stessi devastanti per una società come la nosta (esperienze personali di maggior valore economico) Vai al post

antonio [23/06/2014] scrive: Grazie per la risposta e per gli esempi molto chiari.Continuerò a leggere i suoi post con molta atenzione!! Vai al post

pasquale [22/06/2014] scrive: 3. il CDA di una banca in dissesto, a fronte di un'opportunità di rifinanziamento, delibera un aumento di capitali che i piccoli risparmiatori possessori di azioni quotate in borsa della stessa banca non possono permettersi. Di conseguenza, essi sono costretti a vendere in massa le proprie azioni. Ciò determinerà un minor valore di mercato delle loro azioni per cui i risparmiatori saranno costretti a svenderle rispetto a quanto le hanno acquistate. Quindi, il costo del rifinanziamento viene pagato dai risparmiatori in termini di svalutazione dei propri risparmi.
4. I governi varano un piano di salvataggio di una banca in dissesto utilizzando soldi pubblici. Le coperture per tale piano vengono trovate attraverso una tassazione patrimoniale sui rendimenti dei possessori di titoli finanziari. I risparmiatori pagano il salvataggio della banca in termini di maggiore pressione fiscale
5. La banca in difficoltà economiche incrementa i costi dei servizi ai propri clienti, a fronte di nessuna aumento quantitativo o qualitativo della propria offerta. I risparmiatori pagano le difficoltà della banca in termini di un ingiustificato aumento del costo dei propri risparmi.
6. La banca in dissesto, sospende (oppure ostacola) la restituzione del denaro presente sui conti correnti. I risparmiatori pagano il dissesto della banca in termini di privazione della proprietà dei propri denari.

Questi sono i primi metodi che mi sono venuti in mente. Gli esempi sarebbero molti di più.. Vai al post

pasquale [22/06/2014] scrive: grazie antonio per la domanda. Ci sono vai modi per costringere i risparmiatori europei a pagare i debiti privati delle banche.
1. la BCE aumenta la quantità di euro in circolazione o diminuisce il tasso di interesse per coprire i buchi nei bilanci delle banche. Ciò determina un minore valore dell'euro rispetto ai beni reali che i risparmiatori percepiranno come aumento del costo della vita, per cui essi con i loro risparmi riescono a comprare meno rispetto a quanto potevano comprare in tempi precedenti. Quindi, per sistemare i bilanci delle banche, i risparmiatori pagano questa operazione in termini di minore potere d'acquisto dei propri risparmi.
2. la BCE abbassa il tasso ufficiale di interesse e, di conseguenza, il tasso di interesse dei futuri risparmi saranno anch'essi più bassi. I risparmiatori pagheranno in termini di minore convenienza a risparmiare. Vai al post

antonio [21/06/2014] scrive: Ho letto attentamente lo scritto che condivido,ma nell'ultima parte dove parla dell'aggressione al risparmio privato,non riesco a trovarne il collegamento con ilresto.Che il risparmio degli italiani faccia gola a molti lo sapevo e l'intuivo,ma come i risparmiatori possano essere costretti a pagare il rientro del debito privato dalle banche,non riesco a capirlo.Potrebbe essere più chiaro su questo punto,magarifacendo qualche esempio?Grazie.Attendo risposta chiarificatrice. Vai al post


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