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stampa Vi racconto una storiella sul risparmio

zattera.jpg

I continui attacchi ai risparmi dei cittadini da parte degli istituti bancari (che invece dovrebbero salvaguardarli) e dei governi di stato (che invece se li dovrebbero scordare) - vedi il caso della confisca dei conti correnti di Cipro, la tendenza italiana alla riduzione del libero uso del contante e ai clamorosi messaggi del centrosinistra italiano di applicare patrimoniali - mi inducono a raccontarvi un breve storiella, che ritengo possa aiutarci a capire meglio che l’unica cosa in grado di generare ricchezza materiale e utile all’uomo è il risparmio. Nient’altro. Non le magie economiche come la stampa ad oltranza di banconote, non la sovranità monetaria allo stato anziché al popolo, non maggiori tasse e decreti sul lavoro svolto dai cittadini. Solo il risparmio genera ricchezza; e basta.

Salvatore era naufragato su un’isola deserta da sette giorni, stava guarendo da una ferita alla gamba e aveva deciso di costruirsi una solida zattera per abbandonare l’isola, affrontare il mare aperto e continuare così a sperare di trovare qualcuno che gli salvasse la vita. L’isola offriva legno e liane a volontà. Stessa cosa però non poteva dirsi del cibo. Sull’isola c’erano solo poche noci di cocco che crescevano su alberi molto alti e molto distanti fra di loro (fra un albero e l’altro, con una gamba non ancora guarita, Salvatore impiegava circa un’ora, un’ora e mezza di cammino per raggiungerli). Salvatore riteneva che per costruire la zattera, avrebbe avuto bisogno di 10 giorni di duro lavoro. Il problema di Salvatore, oltre alla gamba non del tutto guarita, era che se avesse lavorato tutto il giorno alla costruzione della zattera, non avrebbe avuto il tempo necessario per raccogliere l’unico cibo commestibile che cresceva sull’isola e potersi nutrire a sufficienza per recuperare le sue forze già esigue. Con quella gamba, Salvatore ci metteva quasi un giorno per raggiungere i singoli alberi, arrampicarsi su di essi e raccogliere le noci di cocco da mangiare. Per ottimizzare i tempi di raccolta, egli aveva bisogno di costruirsi una semplice scala, che gli avrebbe agevolato l’arrampicata e fatto risparmiare molto tempo e fatica. Per la realizzazione della scala, a Salvatore gli bastava un giorno di lavoro. Così egli decise di dimezzare il consumo di noci di cocco per i due giorni a seguire, così da risparmiare noci sufficienti per nutrirsi durante il terzo giorno, in cui egli si sarebbe dedicato esclusivamente alla realizzazione della scala. Così fece. Dopo tre giorni, grazie alla scorta che Salvatore era riuscito a farsi, risparmiando sul consumo di noci di cocco per soli due giorni, egli aveva finalmente realizzato una efficientissima scala. Con la sua preziosa scala, Salvatore raccoglieva più velocemente le noci di cocco e con molta meno fatica rispetto a prima. In soli tre giorni di raccolta, egli avrebbe potuto fare una scorta di noci di cocco tante quante ce ne sarebbero volute per nutrirsi durante i dieci giorni a venire, nei quali egli avrebbe potuto finalmente dedicarsi, esclusivamente, alla costruzione della zattera di salvataggio. Così fece. Dopo tre giorni di sola raccolta di noci di cocco, necessarie sia per nutrirsi che per accumularne abbastanza per i tanti giorni di lavoro che gli servivano, Salvatore si mise a costruire e, in dieci giorni, riuscì a realizzare finalmente la sua zattera di salvataggio. Fu così che Salvatore, soltanto risparmiando sul consumo giornaliero di noci, fu in grado di dotarsi di una scala. Ciò gli permise di arricchire notevolmente la sua raccolta di cibo nei giorni a seguire. Solo in questo modo, Salvatore poté risparmiare ancora più noci di cocco rispetto a prima, tanto da permettersi la costruzione di una zattera di salvataggio, che lo arricchì ulteriormente di speranza e di amore per la vita. Quella  zattera lo portò in mare aperto, poi fu avvistato da una barca di pescatori e infine portato in salvo.







6 Commenti
Postato il 25/03/2013 da Pasquale Marinelli nella categoria Comunicazioni


dario [13/05/2013 04:39] scrive:
e se quell'investimento non fosse una cosa giusta? eh già!
giuseppe [12/05/2013 14:04] scrive:
Dipende anche da come li spendi i risparmi, se compri un bene di consumo allora non hai cambiato nulla ma se li spendi per un investimento allora hai fatto la cosa giusta.
Cristina BASSI [31/03/2013 06:02] scrive:
Il punto è che i nostri risparmi non sono più al sicuro (vedi il caso Cipro) e la risposta ad una simile circostanza è il loro ritiro e la custodia in posti e in modi più sicuri. La domanda è "quali sarebbero i posti e i luoghi più sicuri"?
Aldo [31/03/2013 05:57] scrive:
Bellissima parabola. Urge una soluzione perché quest'Europa sta facendo schiavi tutti noi e pregiudicando il futuro delle prossime generazioni (quella dei nostri figli)
Gianpio78 [31/03/2013 05:54] scrive:
bastardi... vogliono il nostro sangue. Votiamo persone che stanno svendendo i frutti del nostro lavoro..
CRAVERO TOMASO [31/03/2013 05:49] scrive:
IL RISPARMIO DI TUTTA LA VITA A NOI ITALIANI STANNO PORTANDO VIA . QUESTO E' IL PUNTO : ABBIAMO GIA'INTACCATO I RISPARMI DELLA VITA ORA VOGLIONO PORTARCI VIA IL RIMANENTE A PARER LORO LEGALMENTE!!
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pasquale [16/10/2014] scrive: Molto gentile eridanio.
Sono molto incuriosito dalla sua intuizione. Vorrei approfondire l'argomento. Le scrivo una e-mail. Vai al post

eridanio [15/10/2014] scrive: Posso senza dubbio spiegare meglio. L'intento era di sollevare la curiosità sul fatto che oggi volendo almeno ci si può provare a liberarsi dal perverso giogo dell'art. 1834 cc.
Anche la banca tecnicamente può fare riserva intera... va da se e non lo commento oltre.
Quel che volevo sottolineare è che con la disciplina recentissima dei soggetti di cui al 114 xyzies tub si potrebbe sperimentare un tipo di organizzazione che in maniera trasparente e diretta abbia una certa dose di successo nel ritorcere la disciplina delle riserve contro il regolatore obbligandolo ad una diligenza contraria alla riserva frazionaria. Se detta diligenza dovesse essere applicata in un soggetto misto (e cioè una banca che volontariamente applicasse contrattualmente con la clientela la riserva frazionaria o la riserva intera), temo prevarrebbero gli aspetti di regolazione prudenziale sul soggetto che lo renderebbe comunque catturato, soggiogato e castrato e quindi non più indipendente nella scelta imprenditoriale di come indirizzare il trattamento dei depositi.
E' una faccenda tremendamente complicata e la sintesi in un post non è indicata. Sono tuttavia disponibile a spiegarmi meglio per e-mail ed altri mezzi di comunicazione. Lascio traccia di un indirizzo mail nell'apposito riquadro per sue eventuali considerazioni.
La leggo sempre con simpatia quando la pizzico in giro negli antri di libero pensiero.
Buona giornata Vai al post

pasquale [14/10/2014] scrive: @ eridanio: puoi spiegare meglio il ricorso all'istituto di pagamento? Vai al post

pasquale [14/10/2014] scrive: riserva 100% sui depositi a vista non significa escludere dalla propria attività quella di fare credito.
Infatti la banca, è vero che non farebbe credito credito utilizzando i depositi della clientela (perché obbligata a rispettare la riserva al 100%), ma potrebbe farlo utilizzando le risorse che costituiscono il PROPRIO CAPITALE, guadagnando sul tasso di interesse applicato. Oppure farebbe l'intermediario del credito con i risparmiatori i quali esprimano la volontà ESPLICITA di non depositare semplicemente i propri risparmi, ma di investirli. Ciò guadagnando dalle commissioni di servizio. Vai al post

eridanio [13/10/2014] scrive: gentil Marinelli, non è necessario costituire una banca se non si intende fare del credito.
E'sufficiente una forma meno complessa quale un soggetto ai sensi dell'Articolo 114-sexies TUB tanto per cominciare poi ci si può sempre evolvere
la banca depositaria avrebbe l'OBBLIGO di mantenere riserva 100% sui depositi provenienti dall'istituto di pagamento. Vai al post

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