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stampa Poste salva Alitalia con i soldi dei cittadini

alitalia.jpg

La paura di vedere Poste Italiane impelagato in attività non redditizie come quella di Telecom Italia, è recentemente sfumata. Ma per i tanti cittadini italiani i quali affidano i propri risparmi a Poste Italiane, non è ancora il momento per tirare un sospiro di sollievo, perché se sulla vicenda di Telecom Italia il pericolo è felicemente svanito, circa il salvataggio di Alitalia la frittata è stata ormai fatta ad opera dei nostri politici. Infatti, Poste Italiane capitalizzerà il morto vivente che è Alitalia, con la partnership di Air France. Nonostante che la partecipazione di stato nell’azienda sia decisamente influente, Poste Italiane è una delle aziende più sane e patrimonialmente più solide che esistono in Italia. Così i nostri politici cosa hanno pensato di fare? Hanno pensato di far assumere a Poste Italiane il rischio di gestire un’azienda fortemente indebitata con le banche italiane. I risparmi dei cittadini italiani sono dunque pericolosamente esposti ad un’operazione che probabilmente non ha rigorosi presupposti economici, bensì meramente politici. Tutto ciò, pur di non perdere completamente Alitalia, di lasciarla fallire e far affondare nei guai giudiziari tutti i dirigenti di nomina politica che hanno prodotto il disastro aziendale della compagnia. La cosa che mi preoccupa di più è che Poste Italiane gestisce già una sua compagnia aerea, che si chiama Mistral Air, la cui attività è un vero e proprio colabrodo. Questa compagnia lavora principalmente per il trasporto pacchi e merci, per l’Opera Pellegrinaggi e per il trasferimento degli immigrati clandestini. Nel 2012 la Mistral Air ha chiuso il bilancio in rosso per il quinto anno consecutivo (-8,4 mld di euro) e con debiti per 33,8 mld di euro. Inoltre, il patrimonio netto di 6 mln di euro è sotto il minimo legale e necessita di una imminente ricapitalizzazione dopo l’ultima che è avvenuta nel 2010 per circa 3,5 mln di euro. Insomma, se c’è una cosa che Poste Italiane non sappia fare è proprio gestire una compagnia aerea e, su questo, i risparmiatori dovrebbero restare molto vigili.







2 Commenti
Postato il 11/10/2013 da Pasquale Marinelli nella categoria Comunicazioni


sandrina doll [28/10/2013 09:09] scrive:
ben detto filippo. Purtroppo l'Italia è un paese estremamente corrotto e marcio; solo ciò spiega operazioni come queste, che risultano così insensate per la mente dei più onesti!
filippo motta [28/10/2013 06:50] scrive:
perchè si deve andare ha sporcare le mani poste italiane,per salvare il culo ha chi alitalia là volutamente portata al fallimento dopo aver zitto zitto fatto i porci suoi comodi?ancora una volta si va ha mettere le mani politicamente parlando in una azienda sana( economicamente è moralmente) così finisce sempre che ha rimetterci siano sempre i poveri risparmiatori italiani.fossi io al posto di poste italiane ,me nè laverei le mani,ci pensassero chi ha creato lo stato di fallimento ,a far risanare i conti è salvare l'azienda.Che poi nn vedo perchè tutto questo interesse per una azienda,ormai il dado è tratto,morto un papa se ne fà un'altro,spazio a nuove compagnie aereee,magari di giovani imprenditori nn corruttibili dalla politica.
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dna [18/12/2014] scrive: Mi piacerebbe tanto che fosse come dice lei. Ma sono convinto che stiano in maggioranza aspettando un leader autoritario che gli garantisca le promesse statosocialiste.
Quando arrivera' il grande default sara' anche un default mentale per mooltissimi. Voviamo ancora nel Novecento. Rischiano di trovarlo il leader autoritario. Forse le elite lo tengono in sonno. Vedremo. Vai al post

pasquale [30/11/2014] scrive: gentilissimo sig. Vito, portare i soldi all'estero è LEGALISSIMO. Lo può fare qualunque cittadino. Almeno, per ora!
Purché dichiari periodicamente allo stato l'entità dei suoi depositi all'estero nella propria dichiarazione dei redditi e ne giustifichi la provenienza.
Se invece il cittadino non è più residente in Italia, non ha quest'obbligo.
Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti in merito. Vai al post

vito [26/11/2014] scrive: Premesso: non sono un economista.
Domanda: la Fiat si è trasferita all'estero (penso secondo "la libera circolazione dei capitali"). Può allora un cittadino italiano portare soldi all'estero? (Mi sembra di no!)
Conseguenza: la legge non è uguale per tutti?
Grazie per il chiarimento Vai al post

Gian [20/11/2014] scrive: Ma quale fallimento! Non diciamo piddinate!
Se il PIL del Giappone cala non è di certo dovuto alle politiche Keynesiane, anzi!
Leggi qua http://scenarieconomici.it/calo-del-pil-in-giappone-probabili-ripercuss
ioni-negative-in-europa/

Per commentare sti dati bisogna anche aver un po' di cognizione di causa. Vai al post

Luca [20/11/2014] scrive: mi viene da pensare...se le politiche neokeybesiane non vanno...neoclassici e seguaci di chicago altrettanto (perlomeno dalle nostre parti in europa, ma anche in america non sono tutte rose e fiori) visti i risultati di questi ultimi anni a che santo bisogna votarsi?!?!? La crisi che stiamo vivendo ha sicuramente mandato "in crisi" molte teorie economiche che andrebbero sicuramente ripensate. Vai al post

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