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stampa Italia fuori dall’euro

euro.jpg

Immaginiamo, per un attimo, che l’Italia uscisse fuori dall’euro. Cosa accadrebbe al nostro paese? Secondo me, si creerebbe uno spaesamento totale, come quando, nel bel mezzo della pioggia incessante, una folata di vento rovescia il nostro ombrello già rotto, nel mentre si attraversa una strada trafficata: pur di non bagnarci troppo, corriamo alla disperata ricerca di un riparo. Insomma, l'Italia dovrrebbe ritrovarsi a capire seriamente (e come non mai) cosa non ha funzionato con la Lira prima e con l'Euro poi. L’operazione "euro" è stata studiata a tavolino, al fine di imporre un nuovo regime monetario controllato dalla sola elite bancaria. Ora i politici d'Europa credono che per riparare al danno procurato sia necessario costituire un organo statale centralizzato europeo, che controlli il sistema monetario, fiscale, giuridico ed economico. Ingenui! L’imposizione di una moneta è stata un’azione che sta degenerando nella beffa di richiedere un “governo europeo centrale” che non risolverà la nostra vita ma che imporrà ancora più regole al mercato, facendoci credere che siano necessarie per attutire gli effetti nefasti delle varie crisi. Distorceranno ulteriormente la nostra economia, la quale sarà sempre meno spontanea e sempre più pianificata. Insomma si vuole una specie di Italia pre-euro, ma su scala più grande, europea. Praticamente un mostro amministrativo! La soluzione sarebbe stata da ricercarsi secondo un altro piano, da definirsi “rivoluzionario”, che andassse verso la riscoperta della moneta merce (quella basata sulle riserve di oro, argento o di qualunque altro prezioso) anziché insistere nel nefasto concetto della moneta debito. Ma non è andata così! Adesso uscire dall’euro è un'ipotesi praticamente impossibile. Sotto certi aspetti, ciò è stato un bene se si considera il carattere displinatorio che la moneta unica impone ai governanti europei, ma sotto altri aspetti ciò è una condanna ad affondare assieme a tutto il fallimentare progetto dell'euro, da sempre destinato a collassare. Se non ci fossimo dentro, probabilmente non ci saremmo ritrovati a temere la minaccia di una moltitudine di regole che prima o poi inizieranno ad accumularsi, perché necessarie a chi vuole il potere di controllare centralmente l’attuale caos di sistema; avremmo avuto l’opportunità di trovare noi stessi la soluzione ai problemi, senza assecondare le fallimentari pretese di Bruxelles o di Francoforte e di iniziare ad accettare l’unico vincolo esterno alle libere decisioni individuali, ossia le determinazioni scaturite da un vero libero mercato, in cui le interazioni spontanee fra individui possano indicare, senza distorsione alcuna, la via per un benessere sociale sostenibile. Ma questo richiederebbe che ogni singolo individuo abbia riacquisito il senso di responsabilità per il suo futuro, senza dipendere dall'assistenza di stato. Senza l'euro, probabilmente ci saremmo ritrovati con una moneta più svalutata di quanto non lo fosse già la vecchia Lira e con problemi economici strutturali ben più dilanianti per la vita degli italiani. Quindi, il punto è: se mai fosse possibile uscire dall'euro, oggi gli italiani sarebbero in grado di trovare una soluzione monetaria alternativa e più efficiente rispetto all'Euro, che non sia un ritorno agli errori della vecchia Lira?









42 Commenti
Postato il 29/11/2010 da Pasquale Marinelli nella categoria Micropost


axel [09/03/2014 03:55] scrive:
sì Dom, ma sarebbe meglio definirlo questo sistema. Conoscere in che cosa consiste questo sistema; conoscere il nemico da combattere.
Dom [08/03/2014 07:01] scrive:
Nel 1993-95-97 vi è stata una crisi molto più drastica ed hanno cancellato con la deregulation gli ultimi diritti per le future generazione (io facevo parte di quelle future)regalando stipendi pubblici e prepensionamenti; non meglio nel 2001.Non c'era l'euro.Non è che la crisi è il sistema stesso?!
pasquale [09/11/2013 17:24] scrive:
@giovanni c: di questo tuo ultimo intervento ci tengo a far notare che, se riconosci l'esistenza di una "classe politica e dirigente, impegnata soltanto a tutelare interessi lobbistici e personali" allora non è possibile che l'Italia sia "totalmente sottoposta alle leggi di mercato". In Italia esiste un "mercato clientelare", che non è libero (perché distorto dalla politica) e non può nemmeno essere definito capitalistico (perché profondamente corrotto dal potere di stato)
giovanni c [09/11/2013 03:00] scrive:
Sostanzialmente sono d'accordo con te, però,allo stato dei fatti, oggi l'Italia "stato", è totalmente sottoposta alle leggi di mercato, quindi la situazione è a dir poco confusa. E' vero, che una concausa non di poco conto, del disastro attuale è da imputare alla nostra classe politica e dirigente, impegnata soltanto a tutelare interessi lobbistici e personali. Quindi bisogna assolutamente sostituire queste persone.
Un fatto è certo: lo Stato gestisce grandi risorse.
Una cosa è sperperare soldi all'interno di baracconi parassitari ministeriali,regionali, provinciali comunali ecc.ecc. Altra cosa è utilizzare tali risorse per attivare e stimolare l'economia sana e produttiva. E' ovvio che per fare ciò c'è bisogno di persone serie e di controlli altrettanto seri.
CAIFA [08/11/2013 09:01] scrive:
sante parole dott. Marinelli..
pasquale [08/11/2013 08:54] scrive:
Lo stato non è un'azienda, non lo è ora e mai lo sarà, perché non risponde ai regolari principi economici e non è sottoposto alle naturali leggi di mercato. Ergo non può essere un efficacie fautore della ripresa economica.
Chi continua a credere che sia lo stato a dover risollevare il paese è un illuso, perché non comprende che la causa di tutto ciò è lo stato, il suo sistema di intervento, a prescindere dalle persone coinvolte...
pasquale [08/11/2013 08:52] scrive:
che l'Italia non abbia più sovranità, ciò è palese. Sono d'accordo per uno stato più "leggero" e meno "soffocante". Sono anche d'accordo sul fatto che l'attuale situazione politica ci stia portando verso l'impoverimento. Ed è proprio a proposito di quest'ultimo punto che io non continuerei ad affidare la ripresa economica al sistema politico (sia a quello attuale che a quello nascente).
giovanni c [08/11/2013 06:23] scrive:
giovanni c [07/11/2013 13:06] scrive:
Mi dispiace per te, ma io non ci tengo proprio a morire di euro.
Penso che debbano essere fortemente ridimensionati gli attuali 800 mld. di spesa pubblica improduttiva, gli sprechi,la corruzione ecc.ecc..
Mi auguro uno Stato più "economico", più leggero, meno soffocante,con meno burocrazia e più efficenza.
Credo però, che in questo tragico momento, solo lo Stato Sovrano ha la forza, se vuole, per un robusto intervento sull'economia, unico modo possibile per far ripartire veramente la crescita. Ovviamente perseguendo un chiaro ed illuminato progetto per il futuro società.
Non tifo per nessun parassitismo ne tanto meno per un indebitamento cronico.
Non puoi negare che l'attuale situazione politica economica ci porta con assoluta certezza verso l'impoverimento della società.
E poi, è del tutto evidente che ci hanno degradato, da Stato Sovrano ad "azienda". Se vogliamo i soldi siamo costretti ad andare in banca, dove "gentilmente" ci dicono cosa dobbiamo o non dobbiamo fare(naturalmente secondo le loro convenienze)e pagando cospicui interessi.
In buona sostanza, in casa nostra, abbiamo messo a capo tavola il banchiere.
pasquale [07/11/2013 09:27] scrive:
@ giovanni c: se questa fosse la soluzione, allora io scelgo di morire nell'euro, anziché ripristinare uno status quo come lo proponi tu, il quale si è già dimostrato fallimentare. Se siamo finiti nel discutibilissimo euro è proprio grazie alle conseguenze prodotte dalla mentalità sottostante al pensiero espresso nel tuo commento, il quale è pregnante di statalismo, di pianificazione economica centralizzata e di tendenza all'indebitamento pubblico cronico
giovanni c [07/11/2013 07:03] scrive:
Riprendersi sovranità monetaria, uscire dall'euro con cambio 1 a 1. Pagare subito i circa 80 mld. dei crediti dovuti alle imprese dalle P.A.. Finanziare subito i lavori per le ristrutturazioni e la messa in sicurezza delle scuole, degli ospedali e degli edifici pubblici importanti.
Finanziare un piano a medio lungo periodo per la valorizzazione del turismo a 360°(vacanziero, enogastronomico, religioso, artistico ecc.). Far partire qualche valida ed importante opera pubblica infrastrutturale.Il tutto stampando moneta. Risultato: molto lavoro e inflazione monetaria.
Conseguenze negative : maggior costo delle materie prime.
Conseguenze positive piena occupazione, fotre export, pienone per il turismo e soprattutto fine da questa depressione economica e psicologica.
A voi la scelta!
axel [17/09/2013 14:13] scrive:
@ aldo mettila così saremmo tutti ex-comunitari.
fenix [12/09/2013 15:07] scrive:
sebastiano, ma dove cazzo hai studiato economia?
pasquale [12/09/2013 15:06] scrive:
ah sì, sebastiano? Così fai arricchire solo gli esportatori. E gli importatori? E i consumatori che acquistano i beni importati (tipo il petrolio)? Dopo che hai svalutato, quanto pensi di pagare l'energia rispetto a prima? Quanto tempo pensi che durerebbe l'euforia esportatrice che hai creato con la svalutazione? Prima o poi ci si renderà conto che il costo della vita sarà aumentato proprio per colpa di quella svalutazione; lo sai? Forse non sai quanto schifo si è fatto in Italia proprio con la Lira!!!
sebastiano [12/09/2013 12:22] scrive:
unico modo per salvare Italia e noi italiani è USCIRE dall'EURO
la ns moneta svalutà e noi esportiamo come prima e ci rieimpiamo di turisti perchè siamo convenienti e competitivi
Manlio Pezzano [19/06/2013 04:56] scrive:
C'è un interessante post in un blog della London School of Economics sul dibattito italiano circa l'uscita dall'euro:
http://blogs.lse.ac.uk/eurocrisispress/2013/06/18/should-italy-quit-the-euro/
Vinc [13/03/2013 06:01] scrive:
sulla questione della riduzione del livello dei servizi sanitari, in Italia questo sta accadendo già da parecchi anni, pur adottando l'euro.
Effettivamente, se si tornasse alla lira, così come lo era prima dell'euro, allora gaetano ha perfettamente ragione (abbiamo visto che fine ha fatto quella moneta). Ma se si tornasse ad una lira, il cui valore fosse agganciato alle quotazioni dell'oro? non potrebbe essere una soluzione più interessante?
gaetano [13/03/2013 03:19] scrive:
Se l'Italia dovesse uscire dall'Euro a noi italiani non resterebbe che piangere.... ci ritroveremmo con una nuova moneta svalutata di oltre il 50%, con stipendi e pensioni tagliate, con servizzi sanitari livello biafra....
Vinc [10/03/2013 11:15] scrive:
mario... perché non ci riporti qualche fatto?
mario [10/03/2013 10:43] scrive:
eva..mi porti qualche dato economico che dimostra le fesserie che dici?!io ti dimostro il contrario,con fatti,e a dirlo sono premi nobel..sei meglio di loro per caso??prima di aprire bocca,collegare il cervello,grazie!
Antonio [05/03/2013 07:24] scrive:
Per favore! Il Nuovo Ordine Mondiale lasciamolo a "Mistero" su Italia 1.
tigellino [11/02/2013 05:56] scrive:
Concordo sull'uscita. Sia dall'euro che da quest'Europa dell'alta finanza. Che ci sta strangolando
Silvio [17/06/2012 05:47] scrive:
Ragazzi ma sapete cosa è il MES?
le tv e i media non ci dicono ciò che ci aspetta..... leggete e capirete...
http://www.medicinenon.it/mario-monti-il-mes-e-il-nuovo-ordine-mondiale ">
Ci sono molte altre disquisizioni sulla nuova dittatura finanziaria che ci attende!
Antonio [16/06/2012 16:20] scrive:
Io penso che le reazioni e le regole imposte dalla Germania sono più che normali. Essere economicamente la motrice dell'europa significa aver fatto nel corso dei decenni un'ottima politica interna. Scendere a compromessi ed aiutare i cd Paesi Maiali che hanno fatto carne da macello non è che sia molto giusto. La Germania, dopo la guerra dalla quale ne è uscita vinta, si è rialzata diventando quello che ora con orgoglio dimostra di essere. Noi (i nostri politici) cosa abbiamo fatto? Solo distrutto quello che di meglio c'era. La politica italiana ha buttato e continua ancora con Monti & Company a buttare fumo sul viso di tutti noi, con aiuti, con sovvenzioni, con tagli di qua e di la. Un piano strategico di rilancio: nemmeno il tecnico dei tecnici l'ha fatto. Spreco e interessi personali hanno ed avranno la meglio se non decidiamo di mandare tutti a casa, ma sul serio ragazzi. Ora, i pazzi chi sono: Germania o Italia?
Giuseppe Argento [12/06/2012 07:04] scrive:
Secondo me è necessaria una soluzione forte, non possiamo più vivere in funzione del debito pubblico che abbiamo, il pagamento degli interessi sul debito non ci permette più politiche di crescita, per questo la soluzione forte è dichiarare il default, uscire dall'euro e dall'europa, e chiedere l'aiuto ai paesi Bric, con i quali fare accordi per il futuro, al fine di fare emergere, valorizzare e sfruttare le nostre ricchezze (Patrimonio Storico, Turismo, Made in Italy, e quanto altro di unico possediamo. Ma per questo necessita coraggio e desiderio di cambiamento vero...............
pasquale [08/06/2012 04:32] scrive:
condivido, Fabio. Due ottime letture!
fabio [07/06/2012 10:21] scrive:
Consiglio a tutti la lettura di "la tirannia fiscale" di Pascal Salin. E magari "legge, legislazione e libertà" di F.Von Hayek. Li dentro c'è il pensiero della scuola austriaca di cui parla Marinelli. E' un pensiero intelligente perchè realistico e "sottrattivo" se mi passate il termine. Nella testa di tutti i burocrati e governanti c'è l'ossessione ad "aggiungere". Più PIL, più leggi, più controllo, più incentivi, più di tutto e tutto il contrario... Il risultato è un aumento spaventoso del caos, della burocrazia, dell'inefficienza e dell'ingiustizia in generale. E' tempo invece di sottrarre, semplificare, per ridare spazio e speranza a tutti noi, condannati a stare sempre con la testa all'insù come mendicanti sperando che arrivi qualcosa di buono da Bruxelles o dal governo Italiano. Peccato che l'unica certezza che abbiamo e che possiamo osservare nella realtà è l'aumento dei debiti per tutti.
Stefano [03/06/2012 03:50] scrive:
Concordo con l'articolo iniziale del Dott. Marinelli. Il problema del sistema Italia non è dentro/fuori dall'Euro: ognuna della due opzioni ha dei risvolti positivi e negativi e si può "tranquillamentente" valutarne i costi/benefici. Il nostro problema è invece il "conto economico" Italia; da anni il contesto esterno ci pone di fronte ad una vera sfida di responsabilità: eliminare gli sprechi ed agire sui costi, quelli variabili, ma soprattutto quelli fissi! se n'è parlato, se ne parla e se ne parlerà, ma... non siamo pronti ad assumerci questa responsabilità, perchè significa mettersi in discussione e rinunciare a parte dei benefici che purtroppo non ci possiamo più permettere! Utopia ...nel bene, ma soprattutto nel male, siamo italiani!
Eva [23/05/2012 18:22] scrive:
Uscire adesso dall'euro sarebbe una catastrofe,la nuova moneta varrebbe zero.Qui qualcuno crede che sia come un copia-incolla.La cosa più assurda però è che io,da euroscettica negli anni passati,notavo sempre critiche nei miei confronti e tutti mi dicevano l'euro andava bene.Adesso non più,da settembre 011 allora la colpa è dell'euro tutti voltagabbana caxxoni idioti,senza capire che la Grecia è così non certo per colpa della moneta,ma per altro.
Eva [23/05/2012 18:16] scrive:
@ Giorgio...sei malato,curati!
Flavio [16/05/2012 04:40] scrive:
In effetti sembra l'unica soluzione possibile prima che sia troppo tardi.
Pietro [11/05/2012 08:57] scrive:
@ Gianna: seeee! e quanto tempo pensi che possa durare?
Gianna [10/05/2012 12:54] scrive:
Ma non sarebbe meglio per noi comuni mortali farci dettare regole da un paese come la germania piuttosto che seguire le regole del nostro governo? I tedeschi vivono molto meglio di noi, salari più equi, carburante con prezzi più accessibili ecc.
Giorgio [05/05/2012 23:59] scrive:
Settantanni fa' hanno fatto lo sterminio degli ebrei.Adesso stanno facendo la stessa cosa ""finanziariamente"". I tedeschi sono pazzi..............
Serafino [30/04/2012 09:40] scrive:
Uscire fuori dalla zona euro è l'unica soluzione per poterci risollevare.
fabio [30/04/2012 05:23] scrive:
uscire dall'euro è l'unica soluzione realistica oggi. L'euro è come il TITANIC, un'idea idiota e presuntuosa che ci porterà a fondo. L'euro oggi è utile solo alla Germania sulla cui valuta, il marco, di fissato il cambio di riferimento per gli altri paesei. L'euro è stato un errore madornale messo in atto da una classe di "ragionieri" con l'orizzonte molto basso. Di fatto noi siamo oggi una provincia tedesca governata dalla burocrazia UE. Monti è un fantoccio in mano alla Merkel e alla BCE. La via d'uscita è uscire dall'euro con una lira leggera, consolidare il debito pubblico per la parte posseduta dagli investitori esteri. Il nord d'italia con la sua struttura produttiva fortemente diffusa diventerebbe la TAIWAN d'europa e avrebbe un potenziale Export spaventoso. I tedeschi si cagherebbero addosso e avrebbero ragione perchè le nostre merci sarebbero estremamente competitive. Delle due l'una : O fallisce l'italia ( già tecnicamente fallita ) o fallisce l'euro. Cosa vogliamo preferire ?
Silvio [23/04/2012 18:56] scrive:
L'euro e' destinato a fallire! Non siamo più' una nazione sovrana! La Francia e la Germania ci dettano le regole. L'euro e' la moneta Franco-Tedesca! Stiamo per diventare una colonia della Germania. Scappiamocene prima che e' troppo tardi!!!
Soluzione: Tornare alla lira levando 3 zeri, cioè una lira come 1 euro, 100 lire come 100 euro!
Thomas [20/04/2012 14:44] scrive:
E l'unica nostra salvezza!! Ritornare ad una moneta sovrana che non siamo costretti a comprare per averla come l'Euro.
Pasquale [09/01/2012 05:42] scrive:
@aldo: ;-)perché no? probabilmente sì..
aldo [08/01/2012 08:51] scrive:
ma se l italia esce fuori dalla comunita europea diventeremmo tutti extracomunitari?
Vinc [05/12/2010 16:18] scrive:
Pasquale parla bene, è come quello che all'estero dicono circa l'Unione Europea e la sua valuta. Vi do il link di questo http://www.youtube.com/watch?v=H1rbNJqWjX8&feature=player_embedded#!">video, un tg inglese che parla di economia. Interessante.
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Buone notizie. Ricordate la ritenuta del 20% che le banche italiane avrebbero dovuto applicare sui bonifici dall’estero derivanti da redditi di natura finanziaria (leggi qui)? Il decreto legge n. 66/2014 elimina definitivamente questa gabella introdotta sprovvedutamente nel 2013. Riporto testualmente il comma 2 dell’art. 4 E' abrogato il comma 2 dell'articolo 4 del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167 convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227.” Considerato che l’Italia annega sempre di  più in quantità record di debito pubblico, è schiacciata sempre di più da un’incivile pressione fiscale, i cui cittadini lavoratori sono sempre meno e che essa sostiene un sistema bancario e politico sempre più profondamente corrotto, non è molto come provvedimento, bisogna ammetterlo! Però, ogni tanto, una buona notizia è sempre bene darla. E non dite che in questo blog si leggono sempre e solo cose negative.



Postato il 16/07/2014 | da Pasquale Marinelli | nella categoria Micropost.





schiavi.jpg

Gli schiavisti americani dell'800 credevano che se la schiavitù dei neri fosse stata abolita, i commerci sarebbero cessati e che addirittura nessuno più avrebbe raccolto cotone. Quando la schiavitù fu effettivamente abolita, non solo i commerci continuarono ad essere fiorenti, ma anche il cotone continuava ad essere efficientemente raccolto. Fu allora che si rivelò quanta ignoranza pervadeva in un'importante fetta della classe dirigente americana dell'epoca. Stessa cosa accade oggi. La classe dirigente attuale crede ancora, ad esempio,:

- che senza la banca centrale nessuno più avrebbe qualcosa che funga da mezzo di scambio come il denaro;

- che senza aumentare il denaro in circolazione nessuno più godrebbe del progresso;

- che senza lo stato centrale nessuno più vivrebbe in un mondo civile;

- che senza la democrazia rappresentativa nessuno piu godrebbe della libertà;

- che senza la carta costituzionale sopra ogni cosa nessuno più avrebbe diritti e doveri;

- che senza il denaro contante nessuno più evaderebbe le tasse.

Ciò che credevano gli schiavisti, per la maggior parte degli uomini moderni, risulta essere ormai un'idiozia per cui ridere di simili cavernicoli e compatire chi purtroppo ne fu vittima. In futuro, anche le generazioni più progredite di quella attuale rideranno dell'arretratezza di pensiero dell'odierna classe dirigente, anch'essa da considerare cavernicola, e compatiranno coloro che ne saranno state le vittime.



Postato il 03/07/2014 | da Pasquale Marinelli | nella categoria Micropost.





 

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giuseppe [20/07/2014] scrive: se certi atteggiamenti non statuali delle banche tendono a sembrare rapine pechè non se ne occupa la procura esendo gli stessi devastanti per una società come la nosta (esperienze personali di maggior valore economico) Vai al post

antonio [23/06/2014] scrive: Grazie per la risposta e per gli esempi molto chiari.Continuerò a leggere i suoi post con molta atenzione!! Vai al post

pasquale [22/06/2014] scrive: 3. il CDA di una banca in dissesto, a fronte di un'opportunità di rifinanziamento, delibera un aumento di capitali che i piccoli risparmiatori possessori di azioni quotate in borsa della stessa banca non possono permettersi. Di conseguenza, essi sono costretti a vendere in massa le proprie azioni. Ciò determinerà un minor valore di mercato delle loro azioni per cui i risparmiatori saranno costretti a svenderle rispetto a quanto le hanno acquistate. Quindi, il costo del rifinanziamento viene pagato dai risparmiatori in termini di svalutazione dei propri risparmi.
4. I governi varano un piano di salvataggio di una banca in dissesto utilizzando soldi pubblici. Le coperture per tale piano vengono trovate attraverso una tassazione patrimoniale sui rendimenti dei possessori di titoli finanziari. I risparmiatori pagano il salvataggio della banca in termini di maggiore pressione fiscale
5. La banca in difficoltà economiche incrementa i costi dei servizi ai propri clienti, a fronte di nessuna aumento quantitativo o qualitativo della propria offerta. I risparmiatori pagano le difficoltà della banca in termini di un ingiustificato aumento del costo dei propri risparmi.
6. La banca in dissesto, sospende (oppure ostacola) la restituzione del denaro presente sui conti correnti. I risparmiatori pagano il dissesto della banca in termini di privazione della proprietà dei propri denari.

Questi sono i primi metodi che mi sono venuti in mente. Gli esempi sarebbero molti di più.. Vai al post

pasquale [22/06/2014] scrive: grazie antonio per la domanda. Ci sono vai modi per costringere i risparmiatori europei a pagare i debiti privati delle banche.
1. la BCE aumenta la quantità di euro in circolazione o diminuisce il tasso di interesse per coprire i buchi nei bilanci delle banche. Ciò determina un minore valore dell'euro rispetto ai beni reali che i risparmiatori percepiranno come aumento del costo della vita, per cui essi con i loro risparmi riescono a comprare meno rispetto a quanto potevano comprare in tempi precedenti. Quindi, per sistemare i bilanci delle banche, i risparmiatori pagano questa operazione in termini di minore potere d'acquisto dei propri risparmi.
2. la BCE abbassa il tasso ufficiale di interesse e, di conseguenza, il tasso di interesse dei futuri risparmi saranno anch'essi più bassi. I risparmiatori pagheranno in termini di minore convenienza a risparmiare. Vai al post

antonio [21/06/2014] scrive: Ho letto attentamente lo scritto che condivido,ma nell'ultima parte dove parla dell'aggressione al risparmio privato,non riesco a trovarne il collegamento con ilresto.Che il risparmio degli italiani faccia gola a molti lo sapevo e l'intuivo,ma come i risparmiatori possano essere costretti a pagare il rientro del debito privato dalle banche,non riesco a capirlo.Potrebbe essere più chiaro su questo punto,magarifacendo qualche esempio?Grazie.Attendo risposta chiarificatrice. Vai al post


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