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stampa Tassa sugli SMS

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Da qualche ora, sul web, rimbalza la notizia secondo la quale ci sarebbe il rischio che il governo introduca una nuova tassa che colpirà gli invii di SMS (leggete qui). Pare che un disegno di legge, il quale introdurrebbe questo ennesimo scempio, sarà discusso nei prossimi giorni dal Consiglio dei Ministri. Il tutto per finanziarie gli interventi della Protezione Civile, che sarebbe proprio oggetto di riforma. Sugli SMS si ipotizza una tassa che possa arrivare fino a 2 centesimi di euro per messaggio, inviato da cellulare, da computer o da siti internet. Questa sarebbe l’alternativa, prevista dallo stesso DDL, ad attingere dalle accise sul carburante, per un importo che oscilli fino a 10 centesimi al litro. In verità, non sono ancora riuscito a trovare una copia di questo disegno di legge, ma se la notizia dovesse risultare fondata e il colpo dovesse andare a segno, sarebbe un ulteriore insegnamento che ci giunge dai piani alti del potere circa la risoluzione di questa crisi. Questa si dovrebbe risolvere soltanto spolpando la ricchezza della popolazione. Razziando un po’ ovunque (per la serie n’do cojo, cojo). Dovremmo uscire dalla tempesta tagliandoci le gambe, così da non poter più correre liberamente per rimetterci in sesto come meglio riteniamo. Poi sarà lo stato a trovarci nuovi posti di lavoro! Poi sarà lo stato a sussidiarci! Ovviamente, dopo che avranno distrutto tutti i nostri risparmi. Invece dovremmo capire quello che diceva l’economista J. B. Say: è una palese assurdità pretendere che la tassazione possa contribuire alla ricchezza della nazione, assorbendo parte del prodotto interno, e arrecarne vantaggio consumandone parte della ricchezza. La tassazione non è nient’altro che il trasferimento di una porzione delle risorse che costituiscono il prodotto nazionale dalle mani degli individui a quelle del governo, con il pretesto di assecondarne spese e consumi pubblici [e che quest'ultimo considera più idonei per la popolazione, con presunzione e arroganza n.d.a.].







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Postato il 12/04/2012 da Pasquale Marinelli nella categoria Comunicazioni


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pasquale [17/01/2015] scrive: ma cosa stai dicendo? ma che italiano è il tuo? Vai al post

claudio [15/01/2015] scrive: Arricchire le banche? 20.000. 000 di pensionati potrebbero farne a meno: figurati come sono contente le banche.
Hai una pallida idea di quanto costi stampare e coniare moneta? Si parla dello 0,70% del pil :fatti due conti. Naturalmente paghiamo noi; altro che transazioni tracciabili.Da ultimo lo Stato potrebbe farsi carico dei costi del pos. Come vedi non hai poi le idee così chiare. Vai al post

Gianni [26/12/2014] scrive: Concordo totalmente con Fabio e tutti i cittadini coscienti dei DANNI DELL'EURO ! Una disgraziata alleanza dei baroni del globo che tramite i loro SERVI SOTTOMETTONO L'ECONOMIA UCCIDENDO IL POPOLO ! I PERICOLOSI SERVI SONO LA MERKEL , DRAGHI, MONTI E LA BANDA ITALIOTA con Renzino "Superciuk" che fa il braccio e i ladroni insediati . La Germania si trova in una posizione favorevole per scelta degli USA data la sua collocazione geografica nevralgica con la Russia ; ma nell'analisi dell'espansionismo bisogna mettere i rapporti con le nuove supurpotenze . Solo il ripristino delle sovranità nazionali può riequilibrare l'economia globale armonizzando gli oneri . Pertanto questo tipo di Europa unita è solo un esproprio economico a danno dei paesi privi di fonti energetiche FOSSILI che devono essere azzerate per non permettergli di SVILUPPARE LE FONTI ENERGETICHE PULITE CHE LE RENDEREBBERO AUTONOME SULLA PRODUZIONE E LIBERE DAL GIOGO DEI "BURATTINAI GLOBALI" di cui questa Europa è solo UNA COLONIA ! Vai al post

giuseppe [24/12/2014] scrive: Gentile Pasquale, grazie per gli auguri e in più vorrei inserire questo commento In risposta al tuo articolo sull'economia giapponese. Tu dici che il paese del sol levante stia facendo una politica keynesiana solperche abbia svalutato lo yen emettendo carta moneta per l'acquisto di bond americani. La teoria di keynes diceva invece emettere carta moneta per effettuare opere pubbliche, in tale modo si crea un circolo virtuoso che crea più domanda interna e da l'avvio alla ripresa. Queste politiche vennero denominate "anticicliche. Il grande errore secondo me è il tentativo di generare crescita utilizzando strumenti finanziari, ma questo non porta occupazione ne aumento della domanda interna ma solo una migliore competitività sulle esportazioni. Il bello di tutto ciò è che malgrado i prezzi dei prodotti giapponesi siano scesi ancora non sono competitivi sul mercato e quindi continua la recessione. Cooncludo dicendo che forse il Giappone avrebbe fatto meglio ad utilizzare quelle risorse nella ricerca per restare sempre un passo avanti e poter imporre i propri prezzi come fanno i tedeschi. Vai al post

dna [18/12/2014] scrive: Mi piacerebbe tanto che fosse come dice lei. Ma sono convinto che stiano in maggioranza aspettando un leader autoritario che gli garantisca le promesse statosocialiste.
Quando arrivera' il grande default sara' anche un default mentale per mooltissimi. Voviamo ancora nel Novecento. Rischiano di trovarlo il leader autoritario. Forse le elite lo tengono in sonno. Vedremo. Vai al post

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