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Benvenuti nello spazio di Annalisa Berardi, un percorso, fatto di leggère orme riflesse sulla sabbia, da lèggere.


 

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misurare.jpg

di Annalisa Berardi 

Se è vero com'è vero che qualsiasi tipo di dolore, sofferenza, ansia, angoscia ha il suo grado, la sua misura, si potrebbe pensare di inventare un misuratore della sofferenza. Un termometro del dolore, un metro per l'ansia. Così si potrebbe dire "oggi ho proprio 10 m di ansia e 30 gradi di dolore allo stomaco" oppure "ho la sofferenza ad 80". Così uno saprebbe perfettamente qual'è lo stato reale in cui l'altro si trova. Nulla sarebbe sindacabile. Tutto sarebbe imprescindibilmente univoco. Invece il dolore altrui è sempre inferiore al proprio. Diverso. Non esiste nessun modo per poter capire davvero quanto l'altro stia male. Tutto è relativo e a se stessi secondario.


Postato il 19/07/2013 da Annalisa Berardi nella categoria Pensieri





amore.jpg

di Annalisa Berardi

Qual'è la forma dell'amore? l'acqua non ha forma la prende da chi la contiene. E se la stessa forza molecolare esistesse per l'amore? Diventeremmo adattabili a qualsiasi contenitore a qualsiasi corpo. Basterebbe trasferire un po' del proprio liquido amoroso per riempire chiunque. La differenza la farebbe solo la quantità. Più amore si ha, più lo si potrebbe trasferire. E se invece l'amore avesse forma gassosa, si espanderebbe e rimpirebbe qualsiasi volume in lunghezza e in larghezza, "love profution" senza limiti di contenuto. Non esisterebbero limiti di quantità, limiti di tempo. Tutto arriverebbe ovunque allo stesso momento. Solido amore con volume e forma propria legami caotici, ma fissi, stabili. L'amore solido è lì e non si muove. Ma forse in realtà l'amore ha di fatto un suo diagramma di fase, ed in base a variabili di tempo e quantità, varia e modifica la sua fase in liquida, solida e gassosa. Oppure in alcuni punti, a determinate quantità, con determinati livelli di tempo, ha la capacità di essere insieme liquido e gassoso, solido e liquido, gassoso e solido. E se l'equilibrio è davvero perfetto ci sarà quel punto preciso in cui ha la forza di esistere in tutte e tre le fasi.


Postato il 11/07/2013 da Annalisa Berardi nella categoria Pensieri





pensieri.jpg

di Annalisa Berardi

Se oggi si chiedesse ai cittadini a chi intitolare una strada, una piazza un vicolo, presumibilmente saranno nominati i cantanti più in voga, poetieri di strada o i giocatori di calcio che hanno segnato goals memorabili e lasciato un segno. Non sarà nominato uno scrittore, li conoscono in pochi, o un politico, li odiano in troppi, nemmeno un poeta, un artista, un esempio di rettitudine etica e morale, sprituale ed intellettuale. Ma non esistono più gli eroi? O siamo diventati troppo esigenti?


Postato il 10/07/2013 da Annalisa Berardi nella categoria Pensieri





abbraccio.jpg

di Annalisa Berardi

Esistono diversi tipi di abbracci

- l'abbraccio stretto che ti dice resta con me
- l'abbraccio frantuma ossa che racconta ciò che è difficile raccontare, dimostra ciò che è difficile dimostrare fisicamente, "il bene che ti voglio è tanto che potrebbe farti male"
- l'abbraccio moscio che parla di distanze, di difficili circostanze che sanno allontanare
- l'abbraccio cuore che stringe i due petti fino a penetrarsi l'un l'altro
- l'abbraccio piangente che fa sgorgare tutte le lacrime che non riuscivano ad uscire su nessun'altra spalla
- l'abbraccio furente che dà pugni e si dimena sul petto di chi, nonostante tutto, amiamo
- l'abbraccio materno che ci dona la forza
- l'abbraccio coccoloso pieno di tenerezza e amore con la stessa ingenuità e sofficezza dei bambini
- l'abbraccio protettivo dove nulla può succedere e tutto resta lì fra quattro braccia
- l'abbraccio sfiorato di chi non può o non vuole compromettersi, che non ha voglia dimettersi in gioco con i sentimenti
- l'abbraccio non dato che aspetta il momento giusto per nascere, rinascere.

Oggi come avete abbracciato? e come avete abbracciato? 
Gli abbracci raccontano di noi, sono pieni delle nostre emozioni, non diamoli per scontato.


Postato il 09/07/2013 da Annalisa Berardi nella categoria Pensieri





bellezza.jpg

(Guarda il video)

Il bello e il brutto, sano ed insano. Il vero e il finto, silenzio e rumore.
Siamo un groviglio di controsensi. Siamo dannati e dilaniati dai controsensi.

"Quando, da giovane, mi chiedevano: cosa c'è di più bello nella vita? E tutti rispondevano: "la fessa!", io solo rispondevo: "l'odore delle case dei vecchi". Ero condannato alla sensibilità!"*

Per quanto si possa amare si arriva ad odiare e parlare, ascoltare, gridare per poi anelare solo silenzio. Proclamarsi paladini di verità vivendo nella finzione.

“è così triste essere bravi, si rischia di diventare abili.”*

E poi il desiderio, quel desiderio di desiderare l’indesiderabile.
Il desiderio che non conosce il suo contrario, perché non ha un contrario.

“La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare!"*

E lì ad aspettarci trionfante il troppo. Che sa renderci ingrati. Troppi soldi, troppo tempo, troppi amici, troppo bene, troppo benessere, troppa salute.

“Questa è la mia vita. Non è niente”*

"Sull'orlo della disperazione, non ci resta che farci compagnia, prenderci un po' in giro!"*

E ingozzati dal troppo ci si affanna alla ricerca di quel qualcosa che ci può davvero cambiare. Ma ormai nulla sarà abbastanza.

“perché non ha mai più scritto un libro? cercavo la grande bellezza ma … non l’ho trovata.”*

Se non per quell’attimo in cui si manifesta il desiderio, la voglia di avere, amare, possedere, godere, gustare. E nella foga tesa a soddisfare immediatamente quel bisogno perdiamo ciò che è davvero importante.

"È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l'emozione e la paura. Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l'uomo miserabile."*

Per comprendere ciò che è La Grande Bellezza abbiamo bisogno di misurarci con il misero e l'infimo. Da lontano tutto è sempre più chiaro. E poi una volta riposati bisogna tornare all'inizio per andare avanti.

“Le radici sono importanti”*

Perché le cose più vere, le più semplici sanno davvero di felicità.

"M'ero scurdato cosa voleva dire volere bene"*

Senza raccontarla, solo vivendola

“la povertà non si racconta, si vive!”*

Voglio ritornare a ciò che di più antico esiste, voglio tornare a conoscere i valori la morale i gesti antichi, donare tutta me stessa a ciò che si era e dimenticare tutto ciò che si è o meglio che non si sa essere più.

Terra zappa e famiglia
Frutti sudore e casa
Fame sete calore
Bisogni e mai più desideri.

Annalisa Berardi (Guarda il video)

* La grande bellezza (2013) diretto e sceneggiato da Paolo Sorrentino distribuzione Medusa Film


Postato il 04/06/2013 da Annalisa Berardi nella categoria Film





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Ultimi Commenti
 
pasquale [27/07/2016] scrive: Le banche le abbiamo inventate perché fungessero da deposito di beni merci (metalli preziosi, principalmente), proprio perché circolassero le rappresentative note di banco (il denaro contante, appunto).
Studia meglio Claudio, perché articoli come questo sono la prova schiacciante che non tutti vogliono rimanere nell'ignoranza dilagante. Ignoranza dilagante di cui il tuo commento ne è purtroppo una prova schiacciante. Vai al post

claudio [24/07/2016] scrive: Abbiamo inventato le banche per non circolare con il denaro. Eravamo i primi siamo oggi indietro come le palle dei cani e l'articolo ne è prova schiacciante. Ps. Sarà mica casuale che abbiamo il record dei pagamenti in contanti e il record dell'evasione fiscale. Vai al post

claudio [29/06/2016] scrive: C'è qualcuno che potrebbe dirmi quanto costa stampare e coniare moneta nella UE e in Italia? Vai al post

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